Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Resort a Tuerredda, carte in Procura

28/08/2010

autore: PAOLO CARTA

Nel frattempo società e Comune trattano per uno spostamento dei fabbricati
Aperta un'inchiesta sulla regolarità delle concessioni edilizie

TEULADA Cemento a Tuerredda, tutti i documenti sono finiti sul tavolo della Procura di Cagliari. Spetterà adesso alla magistratura dare un parere sulla regolarità di progetti, approvazioni, permessi vari e assortiti destinati a cambiare il volto di un angolo di paradiso sopravvissuto sino a oggi al mattone.
SEI IMPATTI I dubbi all'esame della Procura sono gli stessi degli ambientalisti. Le associazioni Italia Nostra, Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico hanno chiesto ripetutamente se sia stato legittimo aver frantumato un unico progetto imprenditoriale (alberghi e ville a ridosso di una spiaggia incontaminata, 140 mila metri cubi su 700 ettari) in sei interventi e se sia stato corretto aver presentato separatamente sei valutazioni di impatto ambientale senza quella complessiva.
PAESISTICO Anche l'altro dubbio è di natura squisitamente giuridica e non può essere risolto dagli uffici regionali, comunali o dalle sovrintendenze che a vario titolo sono intervenute: può una norma transitoria del piano paesistico regionale voluta dall'ex governatore Renato Soru (che salvava i progetti per i quali erano già cominciate le opere di urbanizzazione e per i quali era stata firmata una convenzione tra Comune, società proponente e Regione nei paesi che avevano approvato il piano urbanistico nel 1999, solo venti in Sardegna, Teulada compreso) autorizzare di fatto un progetto che sarebbe in contrasto con il resto dell'impianto della legge urbanistica salva coste? La parola a questo punto ai giudici.
LA TRATTATIVA L'intervento della magistratura arriva in un momento delicatissimo: si sta trattando una modifica del progetto iniziale, su spinta della nuova società, la Sitas (ne fanno parte Sansedoni, a sua volta controllata per il 40 per cento dal Monte dei Paschi di Siena, la Benetton per il 25 per cento, e i gruppi Toffano e Toti con rispettivamente il 24 e l'11 per cento) che ha rilevato il progetto della scommessa turistica tra Tueredda e dintorni. Il sindaco di Teulada, Gianni Albai, è contrario alla costruzione di due dei sei progetti iniziali, quelli delle zone di Antonareddu e Sa Calanza, nella costa tra Chia e Tuerredda prima di Perdalonga: «C'è un parere negativo della Forestale», spiega il primo cittadino. Da qui la proposta di spostare case e alberghi proprio come fossero pedine del Monopoli, nella zona di Tuerredda, dove i lavori sono già cominciati in base alle autorizzazioni edilizie del 2003 e che dovrebbero essere conclusi il prossimo anno (hotel e ville in un rapporto inizialmente previsto del 85 per cento contro 15).
LO SCAMBIO «Alla Sitas abbiamo chiesto la cessione al Comune dei terreni di Antonareddu e Sa Calanza per farne un parco ambientale, due milioni di euro per la progettazione della strada che porta dal centro di Teulada a Tueredda in soli 9 chilometri contro i 22 attuali)».
Come in Borsa, si contratta. La Sitas a Tuerredda vuole più case (cioè arrivare a circa 50 ville di lusso complete di piscina in vendita a un milione e mezzo di euro) e meno spazio per l'hotel, il Comune chiede altri soldi: «Duecento euro a metro cubo spostato, 4 milioni. Per noi - dice Albai - è tutto regolare in base al Puc del 1999: al massimo il 25 per cento del fabbricato sarebbe stato destinato a seconde case».
IL RILIEVO Tra i vari passaggi burocratici in Consiglio comunale si stanno inserendo nuovamente gli ambientalisti e la magistratura. «In un'area del genere è necessario rivedere l'intero progetto e ridurre al massimo il cemento nei pressi di zone archeologiche importantissime come quella di Capo Malfatano», secondo Italia Nostra, «e davanti a paesaggi premiati perché incontaminati a livello internazionale». Alt al cemento, in sostanza. A maggior ragione da quando, qualche mese fa, un colpo di ruspa ha messo in luce un'antica villa romana a ridosso delle nuove costruzioni.
Italia Nostra avanza anche una proposta alternativa: «Riconvertire ristrutturandoli i furradroxious , antichi agglomerati rurali dove 3-5 famiglie davano origine a un sistema produttivo chiuso tra allevamento e agricoltura, caratteristico storicamente del Basso Sulcis».
IN MUNICIPIO Come andrà a finire la partita edilizia sulla costa di Teulada è ancora tutto da vedere. In Municipio si ostenta tranquillità: «I cambiamenti eventuali del progetto Sitas verranno discussi in un accordo di programma tra imprenditori e Regione, oltre che con il Comune. Siamo abituati - prosegue Gianni Albai - agli interventi della magistratura e sinora tutto è risultato in regola».
Più sanguigno l'ex sindaco comunista, Tore Mocci, per certi versi il padre di questo progetto: «Siamo stanchi di vedere arrivare i turisti dal Forte village per ammirare Tueredda dicendo così era Santa Margherita 40 anni fa . La gente da noi passa e lascia solo l'immondezza. Noi vogliamo crescere».
Discorsi comprensibili per un paese particolare: il centro storico è lontano 22 chilometri dalle coste ma dispone di 55 chilometri a mare, 33 dei quali recintati dal filo spinato del poligono militare. Negli ultimi 50 anni ha perso la metà della popolazione (da 6500 a 3840 abitanti). Per Italia Nostra il cemento a Tuerredda può portare solo a un futuro da camerieri e giardinieri: «Un'altra servitù».

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