Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Stintino, il sindaco schiera un poker di assi della politica

27/08/2010

Il Comune nel Parco, a favore anche Segni, Mancino, Mazzola e Gargani

STINTINO. La cittadinanza stintinese ce l’hanno scritta sulla pelle, obliterata dal sole e da un’abbronzatura che sa di lunghe giornate trascorse in barca. Sono decenni che Mario Segni, Nicola Mancino, Peppino Gargani e Franco Mazzola trascorrono le estati davanti al turchese della Pelosa. Così il sindaco Antonio Diana, ieri sera, invece di mobilitare la solita flotta navale, per la battaglia sull’Asinara ha preferito schierare un’altra artiglieria pesante.
 Tutti della vecchia guardia Dc, tutti in pensione, tutti con un abbigliamento sailwear che molto si intona con la location del porto, chi ex ministro dell’Interno o vice presidente del Csm, chi parlamentare europeo, o settosegretario alla Presidenza del Consiglio, ognuno comunque, nella sua lunga esperienza, almeno onorevole o deputato. I pezzi da novanta della politica funzionano molto meglio di un banale blocco di un traghetto o di un respingimento dell’immondizia dell’Asinara. D’altronde la guerra per l’allargamento del perimetro del Parco, a Stintino conviene combatterla dentro i confini della legalità, perché è proprio la legge che deve riuscire a scardinare: quella 334 del’98 che ha istituito il Parco nazionale e che non ha voluto includere nella cartografia anche il paesino che costutuisce la sua porta d’ingresso. E sempre quella legge che dice: nel Parco si entra solo conferendo territorio di eccellenza. Perciò, dato che interrompere un servizio come i collegamenti all’isola non è esattamente una condotta irreprensibile per un’amministrazione pubblica, e forse un vice presidente del Csm non sarebbe così entusiasta di esporsi in prima persona, allora il Comune per ora sospende le iniziative clamorose e attende l’imminente incontro con Ugo Cappellacci. E rilancia gettando sul piatto un poker di politici. Tralaltro non si tratta di esponenti a caso: la prima proposta di legge istitutiva del Parco, nel lontano 1983, portava la firma di Segni e quando poi è approdata in Senato, nel 91 è passata sotto la penna di Mazzola e sulla scrivania di Gargani. Tutti hanno sostenuto con entusiasmo la nascita dell’area protetta. «Ci prendeva in giro anche Cossiga - racconta Segni - diceva che in questa iniziativa c’era un conflitto di interessi, dato che ogni giorno gironzolavo in barca in quel tratto di mare». Racconta Franco Mazzola, 34 estati trascorse a Stintino: «Se c’era un’intenzione da parte del legislatore, quando scrisse la prima proposta di legge, era quella di includere Stintino nei confini del Parco. Era talmente logica, che si è dimenticato di precisarla». Segni la pensa allo stesso modo: «Era scontato che Stintino dovesse far parte del Parco. Solo che quando furono intraprese le prime iniziative politiche ancora Stintino era una frazione di Sassari. Quindi non venne inserito e questa omissione non fu più corretta successivamente. Ora è arrivato il momento di porvi rimedio». Secondo Nicola Mancino, 43 estati timbrate a Stintino, è meglio seguire una via politically correct: «Sappiamo che per vincere la battaglia occorre cambiare la legge. L’occasione per farlo ce la dà la Finanziaria, che consente, attraverso dei commi, di inserire gli argomenti più svariati. Ma all’appuntamento di fine 2010 dobbiamo arrivarci pronti, con il sostegno politico e con le risorse economiche. Avviate da subito una discussione con i gruppi consiliari regionali e nazionali». Per Gargani è una situazione assurda: «Senza l’armonizzazione dei territori vicini, l’Asinara non potrà mai decollare. Bisognerebbe coinvolgere anche Berlusconi, anche se lui preferisce location da vip come la Costa, a luoghi popolari come questo».

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