Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Raccolta differenziata? Non a Iglesias
27/08/2010
autore: CINZIA SIMBULA
Dell'immondezza prodotta in città viene separato solo il 10 per cento (a Carbonia il 70)
Rifiuti: secondo la Regione il capoluogo resta maglia nera Si produce meno spazzatura rispetto ad altre città, ma la differenziata continua a essere utopia. Iglesias (come risulta dai dati elaborati dalla Regione) conferma il titolo di Comune meno virtuoso in materia di rifiuti, tanto che la raccolta differenziata raggiunge appena il 10 per cento. Significa che vetro, carta, plastica e umido finiscono in prevalenza nei cassonetti dell'indifferenziato, anziché nei contenitori appositi.
GLI ALTRI CENTRI Una pratica davvero poco civile, soprattutto se il dato viene confrontato con quelli di altri comuni del territorio. Carbonia ha raggiunto da tempo il 70 per cento e anche Sant'Antioco si accinge ad arrivare a questo traguardo. Bene anche Portoscuso, con il 66 per cento. Segno evidente che, in buona parte dei centri del territorio, gli abitanti hanno preso la buona abitudine di separare la spazzatura per tipologia, seppure con qualche lamentela e un pizzico di disappunto per un servizio non sempre ineccepibile.
SANZIONI Iglesias, invece, continua a fare la differenza, cosa che comporta anche il pagamento di penali per il mancato raggiungimento del quantitativo minimo di differenziata previsto dalla legge. È la Regione, sulla base di normative nazionali ed europee, a stabilire le sanzioni per i Comuni che non sono stati capaci di raggiungere almeno il 35 per cento di raccolta differenziata. La norma prevede un aumento delle tariffe del 5 per cento per i centri poco virtuosi e riduzioni che possono arrivare al 40 per cento per quelli più efficienti. Poi sta a ogni singolo comune diminuire il costo per lo smaltimento dei rifiuti e, di conseguenza, alleggerire il peso delle bollette che devono essere pagate da ogni cittadino.
ISOLE ECOLOGICHE Iglesias, purtroppo, è ben lontana da questo traguardo. Eppure le “isole ecologiche” con i contenitori per vetro, carta e plastica, ci sono da anni in diverse (ma non in tutte) zone della città. Il risultato è che i cassonetti spesso sono colmi e, chi ha la possibilità, deve riportarsi i rifiuti a casa in attesa di trovare i contenitori liberi. Difficile, per ovvie ragioni, che lo facciano in molti.
PORTA A PORTA Non va meglio neppure con la raccolta porta a porta partita, in via sperimentale, nel centro storico. Circa un anno fa la società che gestisce il servizio per lo smaltimento dei rifiuti ha consegnato un migliaio di contenitori. Gli operatori, nei giorni stabiliti per la raccolta, ne trovano fuori dalle case appena un centinaio.Chiavi di questa notizia: Rifiuti