Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Nel lago scarti del latte caprino
26/08/2010
autore: TONIO PILLONCA
Villanova. Primi nomi nel registro degli indagati, ma le responsabilità restano tutte da dimostrare
Galydhà, il pm Fiordalisi esegue un sopralluogoÈ a una svolta l'inchiesta sull'inquinamento del Lago Flumendosa, invaso da alghe, schiuma e sostanze biancastre. Il procuratore della repubblica Domenico Fiordalisi ha iscritto diverse persone nel registro degli indagati e ora sta vagliando le loro posizioni per arrivare alla verità. Ancora è presto per accertare le eventuali responsabilità, ma gli inquirenti lavorano senza sosta per fare chiarezza su un fenomeno d'inquinamento che ossessiona: acqua torbida, moria di pesci, presenza di alghe tossiche, nocive per gli animali e potenzialmente cancerogene per l'uomo.
MASSIMA PRUDENZA. Si tratta di una vicenda delicatissima, che suggerisce agli investigatori prudenza in quantità industriale. E il pm Domenico Fiordalisi segue ogni passo dell'inchiesta, anche sul campo. Tanto è vero che nella tarda mattinata di ieri, insieme agli agenti dell'ispettorato forestale dì Lanusei e ai tecnici dell'Arpas ha eseguito un sopralluogo a Galydhà, l'azienda del gruppo Amalattea che proprio vicino al bacino del Bau Muggeris ha costruito il suo stabilimento per la produzione del latte di capra. Ne era stato amministratore Andrea Prato, che però ha ceduto le sue quote quando è diventato assessore regionale all'Agricoltura.
LE FOTO. Il sospetto che nelle acque del lago siano affluiti scarti di lavorazione di Galydhà è forte. Attorno allo stabilimento e vicino alle rive di un affluente sono stati trovati contenitori semivuoti. Per capire dove invece sia finito il contenuto, al pm Fiordalisi è bastato esaminare una ricca documentazione videofotografica contenuta negli atti d'indagine condotti sul campo dalla Forestale. Durante il sopralluogo di ieri mattina, magistrato e ufficiali di polizia giuaiziaria hanno esaminato il sistema di produzione aziendale, dando seguito all'attività d'indagine già avviata da tempo. E stato accertato che l'azienda era stata autorizzata dalla Provincia Ogliastra a scaricare al suolo scarti di lavorazione. Peccato che i terreni in cui finivano i rifiuti hanno una pendenza del quaranta per cento. Così - testimoniano altre fotografie scattate dai ranger - tutto ciò che teoricamente doveva essere assorbito dal terreno scivolava nel lago.
ANALISI SCIENTIFICHE. Per stabilire di che natura siano le sostanze finite nel lago, la Procura ha disposto che venisse eseguita una capillare attività di campionatura delle acque e attende gli esiti di ulteriori esami di laboratorio. A sostegno della magistratura c'è anche una consulenza del professar Nicola Sechi, ordinario di ecologia dell'università di Sassari. Gli accertamenti sono estesi a tutte le aziende che operano nelle vicinanze e potrebbero aver scaricato residui di lavorazione nel lago. Dov'è il colpevole? Troppo presto per dirlo. E i processi sommari sarebbero del tutto fuori luogo.
Chiavi di questa notizia: Inquinamento