Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Veleni nell’Alto Flumendosa

26/08/2010

autore: VALERIA GIANOGLIO

Villagrande Strisaili, il procuratore Fiordalisi guida un blitz nelle aziende della zona
Sequestrati campioni di latte e di acqua del fiume

VILLAGRANDE. Alle 11 di ieri, nel bel mezzo della lavorazione del latte, una decina di persone si fanno largo all’improvviso tra gli operai dell’azienda Galydhà. Sequestrano decine di documenti e autorizzazioni, prelevano almeno una quindicina di campioni dagli scarichi dello stabilimento. Poi si avventurano nel vicino bacino del Bau Muggeris, nel territorio comunale di Villagrande. Il copione si ripete: vengono prelevate decine di campioni di acqua torbida e di una sorta di alga che si sospetta cancerogena. È l’inchiesta sull’inquinamento ambientale del lago dell’Alto Flumendosa che irrompe in una delle aziende lattiero-casearie più conosciute della Sardegna.
 Del gruppo protagonista del blitz fanno parte, in tuta bianca e con tanto di guanti e provette, i tecnici dell’Arpas, l’agenzia regionale che si occupa della protezione dell’ambiente. Ci sono anche gli uomini del corpo forestale. C’è un docente dell’università di Sassari, Nicola Secchi. C’è, soprattutto, a guidare le operazioni, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Tra le mani ha un decreto di perquisizione - firmato anche dal suo collega, Daniele Rosa - dello stabilimento di Villagrande, e un altro decreto che autorizza l’ispezione del bacino che sta vicino all’azienda Galydhà: il Bau Muggeris. Una porzione del lago più vasto dell’Alto Flumendosa.
 Quella di ieri, nell’azienda lattiero-casearia e nel vicino lago, è una tappa importante di un’inchiesta delicata che da mesi sta portando avanti la Procura di Lanusei con gli uomini del corpo forestale. Al momento l’inchiesta aperta, sollecitata anche da diverse segnalazioni da parte di alcuni sindaci, non vede alcun nome sul registro degli indagati. Si scava attorno a un’ipotesi di reato piuttosto pesante. Secondo la procura di Lanusei c’è qualcuno che da tempo sta inquinando con i propri scarichi il bacino del Bau Muggeris.
 Questi scarichi, avrebbero provocato nel tempo la fioritura, nelle acque del lago, di una strana formazione che ha tutta l’aria di un’alga anche se in realtà non lo è. I biologi lo definiscono un cianobatterio tossico. Il nome, è Planktothrix agardii rubescens. Gli uomini della forestale, negli ultimi mesi, ne hanno prelevato a centinaia, nel Bau Muggeris. E in diverse relazioni hanno spiegato che il cianobatterio in questione, produce un mucchio di tossine, le microcistine, che producono tumori alla pelle, al colon e al fegato. L’inchiesta dovrà accertare chi sta contribuendo alla presenza di queste tossine nel bacino. Le aziende che, con diverse autorizzazioni di legge, scaricano in terreni vicino al lago, oltre alla Galidhà, sono diverse.

Chiavi di questa notizia: Inquinamento