Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Aree marine, un tesoretto di riserva

25/08/2010

autore: ROBERTO RIPA

Parchi acchiappaturisti da Villasimius al Sinis, Alghero, Tavolara

Il capitale va salvato, sugli interessi è un gioco aperto. Dall'alta finanza all'ambiente nessuno scarto: ciò che conta è il business. Argent, anche e soprattutto, quando si parla di mare, parchi e turismo. Non c'è da scandalizzarsi. Dieci anni (circa) di rodaggio e una sola certezza: le cinque aree marine protette sarde e i due parchi nazionali fanno la differenza. Ottanta ettari di mare sotto controllo ma non sotto chiave. Da Villasimius al Sinis, passando per Tavolara, La Maddalena, Asinara e Alghero, gioielli sardi che hanno attirato milioni di turisti con un incremento costante.
A confermarlo è Tore Sanna, sindaco di Villasimius ma soprattutto vicepresidente nazionale di Federparchi. «Le cinque Amp e i parchi rientrano tra le realtà più importanti del turismo sardo. Villasimius quest'anno chiuderà con oltre un milione di presenze. Nessuna flessione mi risulta anche per le altre località». Un gioco di squadra, certamente articolato, dove il parco ha fatto la sua parte. Augusto Navone, direttore dell'Amp di Tavolara, parla di numeri. «Nel 2008 solo le immersioni subacquee hanno avuto una ricaduta economica nel territorio di circa 15 milioni di euro. È quanto emerso - spiega - da uno studio effettuato dall'università di Sassari in collaborazione con l'Università del Colorado. Per noi una cernia bruna viva vale 15 milioni di euro, in pescheria certamente meno». E oggi forse vale pure il doppio, visto che il turismo subacqueo nell'Amp di Tavolara («dove di cernie ne abbiamo censite una sessantina»), quest'anno, ha raggiunto 28-30 mila tuffi. Per Navone «resta fondamentale la gestione dal basso del mare, affidata alle autonomie locali. Un grande vantaggio, perché responsabilizza i territori». Per Tavolara significa una combinazione di forze che lega Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro. Infine la proposta «Insieme al sistema delle imprese della ricettività e ristorazione va studiato un marchio qualità della Amp - conclude -. Soprattutto i flussi turistici del Nord Europa, sono molto attenti a questo tipo di veicolo».
Anche per il biologo Bruno Paliaga, (esperto conoscitore del circuito dei parchi marini, oggi direttore dell'Amp di Villasimius, dopo aver seguito Cabras e il parco nazionale de La Maddalena), tutela dell'ambiente deve sempre andare al passo con «sviluppo compatibile, e valorizzazione delle risorse. La conservazione dell'ambiente cattura sempre di più i flussi turistici». Paliaga parla di una più profonda «presa di coscienza del valore ambientale anche da parte degli operatori commerciali. Si è capito, per dirla in breve, che la tutela e valorizzazione del mare e dell'ambiente assicura anche la conservazione del conto in banca». Marketing territoriale e promozione di tutto ciò che appare tipicità. «E le Amp e i parchi - aggiunge Paliaga - hanno dimostrato di avere capacità e conoscenza per diventare il motore trainante del territorio».
Molto resta ancora da fare «per esempio la creazione di un sistema sardo delle Amp - riprende Tore Sanna - In tutti questi anni è mancata una politica regionale del mare». Decisivo resta dunque «il ruolo attivo della Regione». Anche perché il futuro si chiama Sistema Mediterraneo. Una sfida e un'ambizione per l'Isola. «La comunità europea - conclude Sanna - ormai indirizza le proprie politiche di sostegno allo sviluppo su due filoni, quello degli ex paesi dell'Est e l'altro è il Mediterraneo. I finanziamenti passeranno per questi filoni». La Sardegna dovrà sapersi inserire «e le Amp sarde hanno tutti i numeri per fornire alla Regione strategie e importanti indicazioni». Sarà il prossimo varo.

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