Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Sigilli al Lido della vergogna
17/07/2010
autore: VINCENZO GAROFALO
SORSO. Lo stabilimento di Platamona discarica a cielo aperto, sabbia e vegetazione inquinateIndagati due dirigenti dell'Agenzia del Demanio
Il Lido Iride di Platamona costa caro all'Agenzia del demanio. Ieri, dopo quindici anni di completo abbandono che hanno trasformato l'ex icona delle estati sassaresi in una bomba ecologica in riva al mare, la Procura di Sassari ha disposto il sequestro dei 16mila metri quadrati di spiaggia e ruderi e ha iscritto nel registro degli indagati il direttore e il coordinatore della filiale Sardegna dell'Agenzia del demanio di Cagliari.
INDAGATI I due dirigenti del Demanio sono accusati di «violazione delle bellezze naturali» e «realizzazione di discarica non autorizzata di rifiuti non pericolosi». La svolta è arrivata dopo diversi sopralluoghi e segnalazioni fatte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari, che negli ultimi due anni avevano chiesto per ben tra volte alla magistratura di procedere con il sequestro dell'ex Lido Iride, diventato un pericolo per l'uomo e per l'ambiente.
Lo scorso anno provò ad alzare la voce anche Legambiente, che presentò un esposto alla Procura chiedendo che lo scempio ambientale rappresentato da un ammasso di detriti e immondizia fosse cancellato una volta per tutte. Il pm Gianni Caria ha avviato l'inchiesta e il gip Gianni Delogu ha ordinato il sequestro preventivo dell'intera area. I sigilli sono stati applicati ieri mattina dai carabinieri del Noe.
CUSTODE Il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Sorso (sul cui territorio ricade il Lido) è stato nominato custode dell'area. Ora il sindaco di Sorso dovrà emetter un'ordinanza con cui intima i proprietari delle strutture (l'Agenzia del demanio) la bonifica e il ripristino del tratto di spiaggia messo sotto sequestro. Se l'Agenzia non dovesse rispettare l'ordinanza entro i tempi previsti (di solito da uno a due mesi), sarà il Comune di Sorso a farsi carico delle bonifiche e nel caso in cui il Demanio non dovesse rifondere i costi sostenuti, l'amministrazione comunale potrà chiedere la confisca dell'intera area, che in questo modo entrerebbe a far parte del patrimonio dell'ente.
REGIONE Proprio lo scorso autunno la commissione regionale all'Urbanistica aveva fatto un sopralluogo al Lido Iride e aveva annunciato l'intenzione della Regione a farsi carico della caratterizzazione dell'area e fare così il primo passo verso le bonifiche e il recupero. Era stata annunciata una proposta da rivolgere all'Agenzia del demanio, ma da allora non si è mosso più nulla. Le cabine sono quasi tutte scomparse, sepolte sotto una coltre di sabbia. Il palazzo centrale è sempre pericolante, e quello che aveva resistito alle intemperie è stato distrutto dai vandali. Tutto questo su un tappeto di macerie e immondizia, e con il pericolo che i muri ancora in piedi, crollino da un momento all'altro.
RICORDI Del luogo cult delle estate sassaresi anni Cinquanta e Sessanta, non resta nemmeno un'immagine sbiadita. Allora il Lido Iride era un catalizzatore di eventi: al mattino paradiso dei bagnanti, di notte santuario della mondanità, con balli, concerti e appuntamenti fino all'alba. Ora restano ruderi, immondizia e un'inchiesta della Procura che potrebbe mettere fine allo scempio ambientale. Chiavi di questa notizia: Abusivismo