Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Il Comune non darà concessioni ai privati per le ricchezze paesaggistiche del territorio
24/08/2002
autore: G. M.
«Calamosca non sarà privatizzata»
CAGLIARI. Il sindaco: la vendita di beni pubblici non ci danneggerà. Nessun pericolo, la vendita dei beni dello Stato non comprometterà le ricchezze paesaggistiche della città. Il sindaco Emilio Floris rassicura i cagliaritani: «Per Calamosca, Su Siccu e tutti gli altri beni che consideriamo patrimonio della città, anche se attualmente servitù militari, non si possono ipotizzare destinazioni che ne stravolgano la natura» Una precisazione che risulterà sicuramente gradita non solo alle associazioni ambientaliste, ma a tutti quelli che hanno a cuore il rispetto e la valorizzazione dei beni naturalistici di Cagliari. Beni di proprietà dello Stato, che la vendita da parte del Demanio potrebbe compromettere, aprendo la strada a privatizzazioni e sfruttamenti poco rispettosi. Nei giorni scorsi, sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato l’elenco dei beni immobili, di proprietà dello Stato, che potrebbero finire tra quelli in vendita per dare sollievo ai conti pubblici. Non vuol dire che si tratti di siti o monumenti già in vendita: la scelta, all’interno dell’elenco, sarà successiva. Intanto, però, nella lista compaiono località celebri come l’isola di Spargi, i fari di Capo Caccia ad Alghero e di Punta Scorno all’Asinara, le colonie penali di Isili, Mamone e Is Arenas. Restando a Cagliari, si parla appunto di Calamosca, Su Siccu, la caserma di San Bartolomeo. Di fronte all’ipotesi di cessione da parte dello Stato, l’amministrazione comunale sembrerebbe, a prima vista, semplice spettatrice. Ma non è così, come spiega il sindaco: «Il Comune ha sempre lo strumento ultimo e decisivo della concessione. Difficilmente un privato acquisterebbe uno di quei siti sapendo che resterebbero per sempre inutilizzabili. Con assoluta certezza - prosegue Emilio Floris Ñ dico che non daremo alcuna concessione per i siti di cui si parla». Diversa è l’ipotesi di collaborazione con privati per la valorizzazione di beni da restituire alla città: «Per esempio l’ex Manifattura tabacchi», riprende Floris. «In quel caso, un adeguato accordo di programma potrebbe anche servire a dare alla struttura una destinazione nuova e utile. Ma sempre negli interessi della città e della collettività». Per quanto riguarda il litorale, il sindaco conferma la volontà di una valorizzazione: «Comprendendo anche Su Siccu e Calamosca, se possibile. Dove, tra l’altro, ci sono già tutte le volumetrie che eventualmente potrebbero servire per nuove strutture».
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