Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Mortorio parcheggio per yacht

09/08/2010

autore: LUCA ROJCH

È un’area di tutela integrale, ma nessuno rispetta i vincoli

OLBIA. Come vedere le ruspe che radono al suolo il Colosseo, o i graffitari che imbrattano la Cappella Sistina. Istantanee che non dovrebbero esistere, risultato di un miraggio, di un maestro di Photoshop. È la cronaca del quotidiano assalto dei vandali al paradiso. L’isola di Mortorio.
 Mortorio è una perla del parco della Maddalena, zona di riserva integrale terrestre e marina. Il massimo livello di tutela. Un tesoro da consumare con gli occhi. In altre parole le imbarcazioni davanti all’isola non possono gettare l’ancora. Ci si deve limitare alla contemplazione rispettosa del sublime.
 Tutto sulla carta. Di fatto il paradiso è perduto. I vandali cabinati cercano di arrembare gli scogli in tutti i modi. I loro yacht si fermano solo quando spanciano nella sabbia. Conquistano la terraferma in gommone. A motore acceso, si intende. E una volta sull’isola devono essere presi dal raptus dell’uomo incivile. Mangiano i ricci, lasciano i resti dei loro banchetti e non disdegnano di concimare l’isola. Come si trattasse di un anonimo scoglio e non di un santuario della natura. Per chi trova il coraggio di ricordare ai cafoni galleggianti che esistono leggi da rispettare è assicurato un ampio ventaglio di risposte, dal turpiloquio al dileggio. Il Parco non ha potere sanzionatorio, in pratica non può mettere multe alle imbarcazioni fuorilegge. La capitaneria e il corpo forestale, gli unici che hanno il potere di sanzionare gli yacht, non possono impegnare tutte le loro pattuglie per tutto il giorno a sorvegliare un fazzoletto di mare. Così l’assedio quotidiano non conosce sosta e da settimane l’area di riserva integrale è un parcheggio abusivo per yacht. Le leggi del parco restano sulla carta. Le isole protette che si affacciano sulla Costa Smeralda fanno parte di un percorso incantato per i proprietari dei panfili che ogni giorno si muovono da Porto Cervo e Porto Rotondo. Un tour che comprende anche Mortoriotto, Li Nibani, Camere e Soffi. Perle da ammirare trasformate in bivacchi per maleducati. Nelle giornate di maestrale in molti si riparano a ridosso delle isole. E chi gestisce le marine spesso si è lamentato per le leggi del parco. I clienti non apprezzerebbero vincoli e divieti, in particolare davanti alle isole che si specchiano sulla Costa Smeralda.
 Tanti proprietari di yacht in queste settimane avrebbero salpato verso altri porti dopo avere chiesto invano di potere sostare a distanze meno siderali dalle coste protette del parco. Altri sembrano avere trovato la soluzione. Senza nessun rispetto per i vincoli e i divieti di una zona a tutela integrale, un santuario della natura. Loro arrivano a pochi metri dalla spiaggia. Entrano nell’arenile e devastano indisturbati il tesoro dell’isola.

Chiavi di questa notizia: Aree protette