Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Incendio sul litorale, chiuso l'aeroporto

07/08/2010

autore: NICOLA PINNA

Olbia invasa dal fumo, auto carbonizzate, traffico aereo in tilt

Dalla spiaggia non si poteva fuggire: le strade erano bloccate dal fuoco e nella zona di Punta Saline si è scatenato il panico. Nel giro di qualche minuto il litorale di Olbia è stato assediato da un incendio che ha rischiato di intrappolare tanta gente. Il fumo ha invaso mezza città e ha obbligato i dirigenti dell'aeroporto a fermare tutti i voli in arrivo: per quasi un'ora il Costa Smeralda è rimasto bloccato e il traffico aereo è andato in tilt fino alla tarda serata. Le fiamme, nel frattempo, hanno distrutto una grande distesa di macchia mediterranea e i forestali sono riusciti a bloccarle poco prima che raggiungessero un villaggio turistico e alcune villette. Distrutto dal rogo un campo di calcetto, carbonizzate alcune auto che erano parcheggiate vicino alla spiaggia. «Non si può passare, non riusciamo ad andare via - urla Antonio Galeoni, piacentino che da vent'anni trascorre le ferie in Gallura - Si è creato il panico e tutti hanno pensato di mettersi in macchina, qualcuno ha tentato di superare le altre auto e così si è formato questo ingorgo. Se non facciamo in fretta rischiamo di trovarci in trappola».
L'ALLARME E LA PAURA Per tutto il pomeriggio la zona sud della costa olbiese si è trasformata in una gigantesca graticola: decine di squadre antincendio hanno lavorato per ore e ore, ma c'è voluto l'intervento di due elicotteri e di un canadair per riuscire a domare definitivamente le fiamme. I proprietari delle ville che rischiavano di essere circondate dal rogo hanno preferito fuggire e i bagnanti hanno dovuto abbandonare gli ombrelloni in tutta fretta. Code nelle strade e traffico in tilt. In tanti sono stati costretti ad allontanarsi a piedi, anzi di corsa, e qualcuno ha dovuto addirittura abbandonare la macchina tra i cespugli, non lontano dalla zona già assediata dall'incendio. Il vento ha spinto le fiamme velocemente e nel giro di alcune ore la distesa verde di Punta Saline è andata in cenere. «Noi abbiamo lasciato le borse e gli ombrelloni in spiaggia - racconta Antonella Pigozzi, sarda emigrata a Milano, in vacanza a Porto San Paolo - Abbiamo sentito la puzza di fumo, ma non ci eravamo resi conto che il fuoco fosse così vicino. Quando abbiamo capito che stavamo rischiando abbiamo preferito scappare e abbandonare tutto».
L'AEROPORTO Tra le 16 e le 17 il cielo di Olbia è diventato scuro e per questo la torre di controllo dell'aeroporto Costa Smeralda ha deciso di bloccare la pista. Atterraggio vietato per tutti gli aerei in arrivo: qualcuno ha atteso in zona il via libera, uno è stato dirottato a Fertilia. Prima di riaprire l'aeroporto ci sono voluti quasi cinquanta minuti, ma tutti i voli in partenza e in arrivo al Costa Smeralda hanno accumulato gravi ritardi. Fino alla serata, dunque, in aeroporto c'è stato un grande caos.
SQUADRE IN CAMPO La sala operativa del Corpo forestale di Tempio ha gestito tutta l'emergenza. La più grave dall'inizio dell'estate in Gallura. Tutte le squadre dell'Ente foreste sono state dirottate tutte verso la zona delle Saline, una decina di autobotti hanno dato man forte agli uomini impegnati nella lotta al fuoco. In campo anche le squadre dei vigili del fuoco di Olbia, mobilitate per il pomeriggio intero per evitare che l'incendio raggiungesse la strada provinciale e le abitazioni. Quando la situazione si è fatta più critica, nella zona sono arrivati anche due elicotteri del servizio antincendio regionale e il Corpo forestale ha richiesto l'intervento di un canadair della Protezione civile. Avere ragione delle fiamme non è stato semplice e per spegnere il fuoco sono stati necessari tanti lanci d'acqua. Poi è partita l'operazione di bonifica: forestali al lavoro fino al tramonto per evitare che il vento facesse scoppiare qualche focolaio durante la notte.
LE INDAGINI Il fuoco è partito dal ciglio della strada che collega la Statale 125 alla spiaggia delle Saline. E questa, secondo gli agenti del nucleo investigativo del Corpo forestale, è la dimostrazione che l'attacco alla spiaggia olbiese era stato ben studiato da un piromane. Mentre gli elicotteri erano in azione, i ranger stavano già tentando di trovare l'innesco utilizzato per scatenare fiamme e paura. Non è la prima volta che gli incendiari colpiscono nella zona: sempre in giornate di vento, sempre con la stessa tecnica. Forse, secondo l'ipotesi dei forestali, anche ieri pomeriggio hanno utilizzato un'esca realizzata con una sigaretta avvolta dai cerini. Proprio come è successo due giorni fa nella spiaggia di Rena Majore, nella costa di Aglientu: i piromani hanno usato proprio questo sistema per far divampare un incendio che, per fortuna, i forestali sono riusciti a fermare nel giro di pochi minuti.

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