Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Tra proteste e lacrime sgomberato all’alba il campeggio di Sant’Igori
06/08/2010
autore: PIER LUIGI PIREDDA
PORTO CONTE La Forestale è stata accolta con gli striscioni Proroga di tre giorni per i non residenti nell’isola
ALGHERO. Le guardie forestali che dovevano eseguire lo sgombero sono state accolte da striscioni di protesta e da un manipolo di campeggiatori-resistenti con indosso una maglietta bianca con la scritta «Sant’Igori nei nostri cuori». Erano rimasti in pochi, forse un centinaio compresi anziani e bambini, gli ospiti del campeggio-cooperativa per aspettare l’esecuzione della sentenza della Cassazione. Fino all’ultimo hanno sperato in una dilazione, ma l’unica concessione ottenuta è stata la proroga di tre-giorni-tre per i non residenti in Sardegna.
Non hanno ottenuto altro, i campeggiatori di Sant’Igori, un angolo di paradiso nel verde della pineta di Mugoni, nel cuore della baia di Porto Conte, a pochi metri dal mare. In fondo se l’aspettavano, perché sapevano di aver perso un’altra battaglia della «Guerra dei... 28 anni», anche se non hanno intenzione di arrendersi. Forse speravano di convincere il magistrato a farli rimanere almeno per tutto agosto. Ma non c’è stato niente da fare, la sentenza della Cassazione non poteva essere rinviata e già era stata concessa ai campeggiatori una proroga di 20 giorni. Dopo una lunga trattativa, condotta da alcuni ufficiali del Corpo forestale, che con grande sensibilità hanno affrontato la delicata situazione riuscendo a conquistarsi la comprensione dei campeggiatori, il magistrato ha concesso una proroga di 3 giorni soltanto per i 20 nuclei familiari ospiti del campeggio che vivono fuori della Sardegna. Il tempo necessario per trovarsi un’altra sistemazione o per anticipare la data di partenza sui biglietti.
Alle prime luci del giorno, il campeggio-cooperativa di Sant’Igori era già una città fantasma. Durante la notte, gli ultimi ospiti avevano fatto decine di viaggi per riportare a casa le provviste e tutto quello che era stato stipato nelle roulotte per l’estate. Ad aspettare lo sgombero era rimasto solo un manipolo di resistenti non bellicosi.
Alla fine della giornata, che per loro è stata anche la fine di quest’estate, le donne e gli anziani, quelli che da più tempo avevano trascorso le vacanze nel paradiso di Porto Conte, sono andati via con le lacrime agli occhi. Dopo aver mangiato tutti insieme, nello spiazzo del centro sociale, spianate e focacce con mortadella.
Mentre gli agenti della Forestale giravano nel villaggio a mettere i sigilli nei lotti. Oltre 200 spiazzi in cui i 260 soci della Cooperativa-campeggio Sant’Igori in questi 28 anni avevano sistemato roulotte e casette con le ruote e poi, con il passare del tempo, delle sentenze della magistratura, delle ordinanze del Comune di Alghero e degli sgomberi temporanei, avevano attrezzato con barbecue, frigoriferi, televisori, mobili. Qualcuno davanti alla porta si era fatto il prato inglese, altri avevano improvvisato con tappetini e altri ancora, più spregiudicati, avevano sistemato mattoncini autobloccanti ben ancorati però al terreno con cemento. Così come alcune casette in legno e lamiera, incastrate chissà come tra gli alberi, all’interno avevano persino i pavimenti in cotto.
Nel complesso, il campeggio di Sant’Igori è un villaggio ben organizzato con tanto di luce elettrica e acqua corrente e dotato di un impianto anticendio di prim’ordine. Gli ospiti sono per la maggior parte povericristi che hanno investito qualche decina di migliaia di euro (alcuni hanno addirittura pagato la sanatoria pensando di mettersi in regola) per poter avere anche loro un posto al sole in prima fila. Versando circa 1500 euro all’anno per la gestione alla Cooperativa Liberturist che è proprietaria del terreno.
Un sistema di gestione sul quale la magistratura avrebbe avviato un’altra indagine. Gli ospiti del campeggio sono tutti soci della Cooperativa Sant’Igori e se vogliono andare via non devono fare altro che una cessione di quote davanti al notaio. Ma il nuovo socio non si limita soltanto a sborsare i pochi spiccioli per entrare nella Coop e avere diritto a uno spiazzo, infatti al di fuori delle more delle leggi, con un tacito accordo, deve pagare al venditore qualche decina di migliaia di euro per la casetta o la roulotte che trova nello spiazzo del campeggio che andrà ad occupare. Chi ha comprato di recente, ci ha rimesso tutto.
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