Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

I beni dell'Isola non sono in vendita

27/07/2010

ROMA Arriva sul sito online dell'Agenzia del Demanio l'elenco dei beni trasferibili agli enti locali in base al federalismo demaniale. Un tesoretto che sale a 3,6 miliardi, 600 milioni in più rispetto al valore dell'elenco provvisorio di fine giugno. Ma, a sorpresa, escono dall'elenco dei beni, quelli di Roma, che saranno oggetto del decreto attuativo del federalismo su Roma Capitale e quelli delle regioni a statuto speciale e dunque anche delle isole.
Salvi, quindi, al momento beni come il cinema “Nuovo Sacher” di Nanni Moretti nella capitale o il Museo di Villa Giulia, ma anche gli isolotti prossimi alla Maddalena, presenti nella lista provvisoria anticipata dall'Ansa il mese scorso.
Ma l'elenco, nonostante le assenze, resta ricco: tra i beni trasferibili continuano ad esserci le Dolomiti delle quali potranno essere ceduti vaste appezzamenti, dalle Tofane al Monte Cristallo alla Croda Rossa; ma anche i fari come quello Spignon di Venezia o quello di Mattinata sul Gargano. Esclusi dall'elenco anche i beni del demanio storico-artistico che in base alla riforma vanno valorizzati con il coinvolgimento del ministero per i Beni Culturali, così come i parchi sui quali c'è la competenza del ministero dell'Ambiente.
Ora gli enti locali potranno iniziare a farsi un'idea del patrimonio, che ammonta a circa 12 mila beni, potenzialmente a loro disposizione e che sono linkati sul sito web dell'istituto diretto da Maurizio Prato provincia per provincia, con tanto di foto. L'Agenzia continuerà il suo lavoro di aggiornamento e limatura dell'elenco con aggiornamenti quindicinali. La lista definitiva entrerà invece nei decreti della presidenza del Consiglio che verranno emanati a fine anno. Da lì comuni, province e regioni avranno 60 giorni di tempo per fare richiesta di un bene con l'obiettivo della sua valorizzazione.
Nel frattempo in base all'elenco da ieri online possono iniziare a fare un po' di conti e valutare quali beni provare ad aggiudicarsi. Si frega le mani la Lombardia, la regione che, in base all'ultima lista risulta la più fortunata dal punto di vista dei beni disponibili con un patrimonio di oltre mille voci che vale quasi 700 milioni. Non va male nemmeno al Lazio che, anche senza Roma, ha un patrimonio di 1.400 beni che pesa oltre 334 milioni. Fanalino di coda le Marche con 300 beni sul proprio territorio che da valore inventariale sono stimati solo 60 milioni.

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