CAGLIARI. Dall’alto per tenere sotto controllo la salute del mare e delle coste, per scoprire le irregolarità e le colate abusive del cemento, per cogliere le emergenze, magari ancora poco evidenti, di quei gravi e insidiosi fenomeni di erosione di spiagge e arenili che stanno mettendo in serio pericolo i litorali della Penisola e della Sardegna. E ancora. Alterazione degli habitat, inquinamento. Sono questi i fenomeni sui quali il Wwf Sardegna, in collaborazione con la Guardia di Finanza, mantiene lo stato di massima allerta e ripropone anche quest’anno il “Programma Coste”, la campagna di monitoraggio sul consumo dei suoli costieri dell’Isola. Un’iniziativa che, giunta alla quinta edizione, ha raggiunto importanti risultati e permesso di fermare, in tempo, diverse irregolarità. In questi giorni gli attivisti del Wwf, grazie al supporto degli elicotteri delle fiamme gialle, stanno effettuando il check up aereo della Sardegna. E stanno raccogliendo dati e immagini filmate e fotografiche riguardanti gli oltre 1800 chilometri di costa. Da Cagliari a Muravera, da Castiadas a Olbia, fino a La Maddalena e Santa Teresa di Gallura. Poi ancora in volo verso Castelsardo per ridiscendere verso Alghero, Bosa, Oristano, Sant’Antioco e Carloforte. Monitorando, dall’alto, spiagge e scogliere di Teulada, Chia, Santa Margherita e Pula, Sarroch e Capoterra. Fino a Cagliari. Con l’occhio vigile su quel Poetto delle mille polemiche. In particolare quest’anno l’attenzione è stata concentrata sulle aree a forte rischio di erosione (spiagge, scogliere, sistemi dunari, zone umide costiere) allo scopo di verificarne lo stato e segnalare eventuali interventi di tutela e valorizzazione. Nelle precedenti campagne di monitoraggio è stato possibile ottenere un quadro, seppure approssimativo, dello stato di salute delle coste sarde. Tutto il materiale raccolto (oltre settemila fotografie ed altri dati sugli ambienti costieri) è servito per l’allestimento del sito internet www.soscostesardegna.it, dove chiunque potrà osservare le immagini di tutti i tratti costieri dell’isola, comune per comune, supportate da dettagliate cartine, mappe e informazioni utili sulle normative di tutela dei suoli costieri. Lo strumento, che viene aggiornato quasi quotidianamente, offre anche la possibilità di conoscere le specie faunistiche tipiche degli ambienti costieri, le aree selvagge della Sardegna, i parchi e le riserve marine ed è dotato di uno spazio forum. Tra le finalità del progetto - è scritto in una nota del Wwf - c’è anche la lotta all’abusivismo edilizio che in Sardegna interessa soprattutto le aree costiere, quelle più pregiate che meriterebbero invece una più adeguata tutela. Secondo un censimento regionale, sarebbero circa 35 mia gli abusi riscontrati nell’Isola, di cui oltre tremila e cinquecento insanabili. Di questi, più di mille sono le ordinanze di demolizione relative ad opere non condonabili. Il fenomeno, secondo gli ambientalisti, è in continua crescita, favorito soprattutto da un impianto legislativo ormai carente, soprattutto dopo l’annullamento di ben sette piani territoriali paesistici da parte del Consiglio di Stato e uno scarso controllo da parte degli organi ad esso deputati. Prova ne sia il fatto che, negli ultimi anni, i casi segnalati dal Wwf, soprattutto a seguito della campagna di monitoraggio aereo, sono alquanto numerosi e, spesso, perpetrati ai danni di aree di elevatissimo valore naturalistico (Gallura, Costa Rei, Alghero, Teulada, Arbus ed altri).
In questo contesto, che appare preoccupante per l’integrità del paesaggio costiero dell’isola, ritenuto l’elemento fondamentale per lo sviluppo di un turismo e di un’economia sostenibile - conclude il Wwf - il “Programma Coste” rappresenta sicuramente un importante contributo, teso a stimolare il governo regionale e gli enti locali affinché si provveda all’adozione di nuovi strumenti legislativi in materia di urbanistica e tutela del territorio costiero, nonché al rispetto di quelli attualmente vigenti. Insomma, un’estate trascorsa in alta quota, con gli occhi puntati sugli ottomila chilometri di litorale dove sabbie dorate, spiagge candide, rocce di granito e di calcare, rischiano spesso grosso. E se l’erosione diventa quest’anno argomento di studio, da dietro i finestrini dell’elicottero il fenomeno assume contorni ancor più chiari. Il Poetto, l’intero tratto di Frutti d’Oro, Torre degli Ulivi, e poi Santa Margherita, e Chia. Con le sue preziose dune che rischiano ogni giorno, sempre di più, di finire inghiottite dalle mareggiate, aggredite dalla violenza di un mare a sua volta poco rispettato. In attesa di interventi di tutela. Seri, reali. Annunciati da anni ma mai, veramente, messi in pratica.