Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Inquinatori filmati, decine di denunce

24/07/2010

autore: GIANNI BAZZONI

Massiccia attività del Corpo forestale e di vigilanza ambientale in tutto il territorio

SASSARI. “Sardegna fatti bella” non sanno neppure che cosa sia, anche perchè loro stanno dall’altra parte. Sono gli inquinatori, grandi e piccoli, quelli che fanno nascere e alimentano le discariche abusive, che riempiono i terreni di schifezze di ogni genere, seminano ai bordi della strade e tra gli alberi di sughero. Il Corpo Forestale e di vigilanza ambientale da tre anni li combatte.
 Dal 2007 a oggi, l’Ispettorato ripartimentale di Sassari - che coordina l’attività di 15 Stazioni forestali, di una Base operativa navale e di un Nucleo investigativo di polizia giudiziaria - ha censito più di mille siti inquinati nella giurisdizione di competenza. Solo nei primi sei mesi del 2010 sono già 180 le aree monitorate perchè interessate dalla presenza di rifiuti: la media è di circa 30 discariche abusive al mese e i rilievi consentono anche di stabilire il dettaglio dei materiali abbandonati: nel 35 per cento dei casi si tratta di pneumatici esausti. Rilevante anche il dato relativo agli autoveicoli fuori uso che sfiora il 20 per cento. Significativo quello riferito ai rifiuti speciali e/o pericolosi (vicina al 40 per cento), mentre nell’11 per cento dei casi è stata accertata anche la presenza di amianto che costituisce un pericolo grave per la salute delle persone.
 Il primo bilancio della «lotta agli inquinatori» è stato fatto ieri mattina, nella sede del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, in viale Dante, dal direttore del servizio Sebastiano Mavuli e dai suoi più stretti collaboratori.
 La mappa della sporcizia non risparmia niente nel territorio della provincia di Sassari, anche se i luoghi più frequentati dagli scaricatori abusivi di rifiuti sono i bordi delle strade (76 per cento), mentre 36 volte su 100 gli inquinatori si infilano in aree vincolate o sottoposte a tutela ambientale.
 Il lavoro svolto dal Corpo forestale - che ha affinato le tecniche di indagine - ha fatto lievitare sensibilmente la percentuale dei terreni bonificati a seguito delle comunicazioni fatte ai sindaci del Comuni interessati e agli enti proprietari delle aree (la statistica indica una cifra vicina al 20 per cento).
 Nei primi sei mesi dell’anno, gli investigatori del Corpo forestale hanno trasmesso alle Procure di Sassari, Tempio Pausania e Nuoro 27 comunicazioni di reato (9 contro ignoti e 18 con l’indicazione dei responsabili), 30 le persone denunciate all’autorità giudiziaria. Varia la tipologia di reati contestati: abbandono di rifiuti speciali, scarico di acque industriali senza autorizzazione, smaltimento abusivo di rifiuti. Contestate anche 34 violazioni amministrative a altrettanti trasgressori (le contravvenzioni vanno da 50 a 200 euro).
 Le indagini, condotte anche con l’impiego di telecamere inserite in località storicamente interessate da episodi di inquinamento, tra cui anche aree di rilevante importanza dal punto di vista forestale, ambientale e paesaggistico, hanno permesso di scoprire fatti di inaudita gravità.
 Le telecamere hanno filmato un camion che arriva a e smaltisce rifiuti liquidi provenienti da uno stabilimento caseario in un corso d’acqua, il danno ambientale in questo caso è di assoluta rilevanza. Ci sono poi i cumuli di terra inquinata abbandonati in aree private dopo che il prelievo era avvenuto in zona industriale - come quella di Porto Torres inserita nella mappa dei Siti di interesse nazionale da sottoporre a bonifica - e lo smaltimento di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione in uno stabilimento per il compostaggio della frazione umida proveniente da rifiuti solidi urbani. E ancora: smaltimento di rifiuti speciali derivanti da attività di demolizione edilizia, deposito incontrollato di oltre 200 metri cubi di rifiuti speciali e abbandono di rifiuti pericolosi, nella fattispecie un notevole quantitativo di eternit in aggiunta a altri materiali. Infine i lanciatori di sacchetti: il sistema di videosorveglianza ha «catturato» la sequenza di un signore che arriva in una zona già interessata dalla presenza di rifiuti, apre il portellone e tira fuori dal bagagliaio due buste di plastica e le lancia con stile, come se si trattasse della sua specialità preferita.
 «L’attività ha dato risultati che riteniamo significativi - ha spiegato Sebastiano Mavuli - e intendiamo procedere in questa direzione per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale della Sardegna. Per questo abbiamo avviato anche una valida azione preventiva e di informazione, a cominciare dalla scuole»

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