Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Stop all’Asinara, il radar può attendere

24/07/2010

autore: Gianni Bazzoni

La Guardia costiera sospende i lavori: «Aspettiamo che il quadro normativo sia chiarito»

SASSARI. Lavori sospesi a Punta della Scomunica, il radar può attendere. Da Roma, i vertici della Guardia costiera italiana hanno comunicato al Comune di Porto Torres che la decisione è stata assunta come forma di autotutela in attesa che venga chiarito il quadro normativo. E non deve essere una questione che si può risolvere con una chiacchierata a tavolino. Il sindaco Beniamino Scarpa - che aveva disposto una serie di verifiche - ieri sera ha confermato la notizia dopo i contatti andati avanti per tutta la giornata d’intesa anche con il Parco dell’Asinara.
 Le prime valutazioni effettuate dagli uffici avrebbero fatto emergere qualche problema nella gestione del complesso percorso autorizzativo dell’opera da realizzare nel Parco nazionale dell’Asinara, che è anche Sito di interesse comunitario e Zona di protezione speciale per volatili.
 L’impressione è che - dopo l’assegnazione dell’area, in concessione gratuita, dalla Regione sarda alla Capitaneria di porto di Porto Torres, la determinazione del direttore dell’assessorato Enti locali e urbanistica è del 12 settembre 2008 - l’evoluzione della pratica non abbia tenuto conto di alcuni passaggi fondamentali. E questo, probabilmente, in virtù di una interpretazione che avrebbe portato a escludere tappe che, invece, dovrebbero essere considerate come fondamentali quando vengono eseguiti interventi di qualunque tipo in un’area ambientale soggetta a massima tutela. Il primo obbligo sul quale si è aperto il confronto è relativo alla Valutazione di incidenza ambientale che andava comunque eseguita prima dell’avvio di qualunque lavoro. Il documento, fino a ieri, non risultava disponibile al Comune di Porto Torres, al Parco e alla Regione. Per questo ha preso consistenza l’ipotesi che non faccia parte della pratica istruita per procedere all’insediamento della stazione tecnologica a Punta Scomunica. Ci sono, poi, altri aspetti di carattere normativo che sono oggetto del confronto attivato per fare chiarezza su una vicenda che, già nel 2007, era cominciata con una serie di dubbi e preoccupazioni. Tanto è vero che la concessione iniziale di 800 metri quadrati - una superficie enorme per insediare quello che viene definito «un radar con classico sistema ad antenna rotante, con limitatissimo impatto ambientale» - è stata ridimensionata drasticamente e portata a 98,80 mq. L’iniziativa si basa sull’articolo 33 della Legge 1 agosto 2002, n. 166 - Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti. In pratica stabilisce che «le opere di edilizia relative a fabbricati, pertinenze e opere accessorie destinate o da destinare a comandi e reparti delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, comprese quelle per sistemi di controllo dei traffici marittimi, sono equiparate alle opere destinate alla difesa militare». Con una aggiunta: «Restano ferme le autorizzazioni di competenza del ministero per i Beni e le attività culturali, ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legialstivo 29 ottobre 1999, n.490, qualora le predette opere, costruzioni e impianti tecnologici ricadano su immobili o aree vincolate». Come, appunto, accade nel caso del Parco nazionale dell’Asinara. Oggi negli uffici del Comune dovrebbe arrivare la documentazione relativa a tutta la pratica. E’ già qualcosa.

Chiavi di questa notizia: Aree protette