Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Screening nell’area dell’inceneritore di Tossilo

22/07/2010

autore: PIERO MARONGIU

Lo studio sarà fatto dal Centro epidemiologico della Asl di Sassari 

MACOMER. L’inceneritore di Tossilo sarà adeguato ai nuovi standard e la sua potenzialità di smaltimento dei rifiuti salirà a 60 mila tonnellate annue. Ma i i dubbi sulla salubrità dell’aria che si respira a Macomer, Borore e dintorni, continuano a permanere tra gli abitanti della zona. A smentire i tanti pessimisti non sono bastati neppure i dati rilevati dall’Arpas Sardegna. Anche la Asl di Nuoro vuole vederci chiaro, tant’è che qualche mese fa ha commissionato uno studio sull’incidenza delle patologie tumorali nel territorio del Marghine. Ad occuparsi dello studio sarà il Centro epidemiologico della Asl di Sassari. Lo screening si articolerà su due sezioni. Una riguarderà tutti i cittadini del territorio e indagherà dal 2000 fino ad oggi, l’altra interesserà le persone che hanno lavorato, o che vi lavorano tuttora, nell’area industriale di Tossilo dagli anni 90 ad oggi. I risultati dello studio saranno comparati con un altro analogo effettuato sui cittadini del Mandrolisai, che conta circa lo stesso numero di abitanti del Marghine, dove, però, non vi sono insediamenti industriali del comparto chimico. Gavino Guiso, consigliere di maggioranza del comune di Macomer, in riferimento ai centri di raccolta comunali a supporto della raccolta differenziata, si chiede quanto siano sicuri, efficienti ed efficaci, gli impianti di incenerimento. A questo proposito, vista la rilevanza del problema, ha sollecitato un dibattito pubblico sull’argomento, da tenersi nel prossimo mese di settembre in città. «È opportuno rimarcare - dice Guiso - come vi sia un rapporto indissolubile tra incenerimento e raccolta differenziata dei rifiuti». Secondo Guiso, è indispensabile avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini tendente ad operare un più corretto smaltimento. In città, attualmente, si differenzia poco meno del 35 per cento dei rifiuti. Troppo poco.

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