Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Maxi sequestro di ombrelloni
21/07/2010
Spiaggia di Salina Bamba occupata, interviene la forestale SAN TEODORO. Come a teatro si usa mettere la borsetta o il cappello per tenere il posto, c’è chi continua a pensare che si possa lasciare il proprio ombrellone tutta la notte in una spiaggia libera per non dover arrivare al mare troppo presto la mattina seguente. Un malcostume che a Salina bamba non è nuovo e che il Corpo Forestale sta cercando di stroncare.
Gli uomini del Corpo forestale e di vigilianza ambientale che hanno la loro base logistica a Siniscola sono intervenuti nella notte fra domenica e lunedì nella spiaggia nel comune di San Teodoro e hanno sequestrato una notevole quantità di sdraio, ombrelloni e lettini. L’operazione dei forestali è iniziata intorno alle quattro del mattino: una pattuglia di sei uomini dotati di un fuoristrada e un camioncino è arrivata ai bordi dell’arenile e ha fatto piazza pulita.
Il tutto in ossequio all’ordinanza balneare regionale del maggio di quest’anno e del codice della navigazione che fanno assoluto divieto di lasciare negli arenili lettini e altro materiale di questo tipo dopo il tramonto.
In totale a Salina Bamba sono stati sottoposti a sequestro amministrativo 86 fra sdraio e lettini, 86 ombrelloni e 133 bastoni porta ombrelloni. Secondo quanto fa sapere Gavino Diana, direttore del Servizio ispettorato dipartimentale di Nuoro del Corpo forestale, il materiale, seminuovo, ritirato dalla spiaggia teodorina è stato depositato nell’autoparco di Pratosardo.
«La spiaggia di Salina Bamba - sottolinea lo stesso Gavino Diana - che rientra nell’area marina protetta di Tavolara-Capo coda cavallo, ha una dimensione molto limitata, appena 300 metri. Nonostante i numerosi servizi di controllo e repressione che hanno portato a sequestri di materiale, effettuati frequentemente nel corso dell’estate del 2009, la piccola distesa di sabbia continua a essere occupata in maniera permanente con gli ombrelloni, presumibilmente da parte dei proprietari o degli affittuari delle case per le vacanze situate nelle vicinanze».
Il risultato è che è molto difficile per chi si reca in quella spiaggia, magari solo saltuariamente, riuscire a trovare lo spazio libero per poter almeno stendere l’asciugamano e prendere un po’ di sole. Il malumore fra i frequentatori delle spiagge della zona è altissimo visto che in questo modo si realizza una sorta di privatizzazione non autorizzata di Salina Bamba. «Sono numerosi - conclude Diana - i cittadini che continuano a segnalare questo tipo di abuso chiamando il numero verde del Corpo forestale, il 1515».
Chiavi di questa notizia: Aree protette