Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Asinara senza presidente per tutta l’estate

18/07/2010

autore: GIA. BA.

Ambientalisti all’attacco: «Ora basta, il Ministero decida»

SASSARI. Quella del Parco nazionale dell’Asinara è, da sempre, una poltrona piuttosto ambita. Ma per ora il ministero dell’Ambiente, d’intesa con la Regione, ci mandano solo un commissario straordinario «controvoglia». L’avvocato sassarese Giancarlo Cugiolu aveva appena dichiarato di non essere più disponibile, e puntualmente, è arrivata la proroga per altri tre mesi: prossima scadenza 4 ottobre, a stagione finita.
 Il professionista non ha fatto molti commenti. «Pensavo che ci fossero le condizioni per la nomina del presidente - ha detto Cugiolu - invece hanno deciso per la proroga del commissario. Certo, potrei dimettermi ma non avrebbe senso perchè metterei in difficoltà la struttura del Parco, gente che lavora seriamente. Farò del mio meglio». Il centrodestra aveva indicato l’Asinara tra le priorità - non solo per l’assegnazione degli incarichi - nell’ambito del programma per il rilancio del territorio attraverso un percorso alternativo: appunto quello del turismo e delle risorse ambientali. Le conflittualità interne a livello nazionale, che hanno ripercussioni in ambito regionale, hanno congelato ogni decisione. E quella del commissario è una non decisione. Si prende tempo, come se un Parco nazionale fosse un oggetto da tenere in naftalina: 52 chilometri quadrati da gestire corrispondono al territorio di un Comune, con tutti i problemi e le necessità, e un commissario part-time può fare poco.
 «Non c’è veramente pace per il Parco nazionale dell’Asinara - ha detto Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra - dopo la scadenza naturale degli organi gestionali di un anno e mezzo fa, continua il commissariamento dell’Ente parco. Il Parco è, in pratica, in autogestione, solidale fino in fondo con l’isola dei cassintegrati».
 Le associazioni ambientaliste ricordano che negli ultimi due anni è successo un po’ di tutto: «Dalle polemiche sollevate a fine 2008 dall’allora presidente della Regione Renato Soru e dall’allora assessore all’Ambiente Cicito Morittu verso una dirigenza del Parco che insieme al consiglio direttivo, fra mille difficoltà, ne stava lentamente migliorando le condizioni, alla notizia di una possibile riapertura di una sezione penitenziaria di massima sicurezza, dal conferimento della titolarità dell’isola all’Agenzia della Conservatoria delle coste (con poche notivà concrete) all’ennesima boutade della riapertura del carcere». Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra chiedono «un gesto di responsabilità del ministero dell’Ambiente e della Regione per la nomima del presidente e del consiglio direttivo: sarebbe il minimo necessario per salvaguardare e valorizzare accortamente una delle più belle isole del Mediterraneo».

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