Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Eolico e solare, la corsa non conosce crisi
19/07/2010
autore: Paolo Carletti
Rapporto di Confartigianato: la produzione copre il fabbisogno delle famiglie italiane ROMA. Le famiglie italiane hanno energia più che sufficiente dalle fonti alternative - fotovoltaico ed eolico soprattutto - per coprire il loro fabbisogno. L’Ufficio studi della Confartigianato ha fatto i conti della produzione delle energie rinnovabili, sottolineando come gli ultimi due anni abbiano fatto segnare livelli record nella nascita di impianti. Risultati che proiettano l’Italia al secondo posto nel mondo, pur in mancanza di una vera “filiera” del settore.
La produzione complessiva infatti è giunta a coprire nel 2009 il 100,6 per cento del consumo delle famiglie italiane. L’energia che non viene utilizzata torna nella rete del concessionario (quasi sempre Enel) obbligato a riacquistarla dai produttori, che siano privati o enti pubblici. La Puglia si conferma regione locomotiva facendo segnare gli incrementi più consistenti di produzione da impianti fotovoltaici, e batte persino la Cina per potenza di impianti. A seguire Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Piemonte. Tutto questo dunque nonostante la mancanza di “sistema” nel settore e l’incertezza cronica sulle tariffe agevolate. Le iniziative imprenditoriali cioè sono estremamente vivaci, ma affidate ai singoli piccoli e medi imprenditori, tra mille difficoltà burocratiche. Gli incentivi statali sono stati confermati fino alla fine dell’anno, anche se destinati dal 2011 a subire tagli, seppur graduali.
Come rivela lo studio di Confartigianato, l’energia verde ha continuato a correre, ed è significativo il confronto con il consumo tradizionale di elettricità che fa segnare un meno 8,3 per cento. A fronte del più 19,2 per cento (rispetto al 2008) delle fonti rinnovabili. Come Paese siamo secondi al mondo nel fotovoltaico dietro alla Germania. Il fronte dei pannelli solari, secondo i dati 2009 dell’European PhotoVoltaic Industry Association (Epia), è un’eccellenza per il nostro Paese. 9,9 la percentuale della potenza installata dall’Italia nell’anno dietro alla Germania che da sola rappresenta il 51,6 per cento del mercato mondiale. La Confartigianato sottolinea poi le ricadute sull’occupazione: nel primo trimestre 2010 il settore delle imprese registra una crescita del 2,7 per cento, più accentuata al Sud (+4,1%). Sono 86.079 le aziende che trattano fonti rinnovabili con una stima di 332.293 occupati e una media per impresa di 3,9 addetti.
Nei giorni scorsi anche il rapporto 2010 dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, energia e sviluppo economico sostenibile) aveva promosso l’Italia, pur rimarcando che vi sono alcuni indirizzi, come le biomasse e soprattutto il solare termico in cui si può fare di più. L’Enea nel rapporto scrive che la progressione sul fotovoltaico è buona, e nell’eolico siamo terzi in Europa sia per potenza installata che per quella accumulata. Il solare termico a concentrazione, che rappresenta per molti il futuro con maggiori potenzialità delle fonti rinnovabili, segna invece il passo, dove siamo 14esimi nella Ue, con un 15esimo della capacità installata per abitante rispetto all’Austria, ben più avara di calore rispetto a noi. L’Agenzia avverte delle criticità, come per esempio l’assenza di una filiera industriale: «Negli ultimi anni sono cresciute del 50% le importazioni di apparati per l’energia pulita, rispetto al 12% dell’Ue». Cioè impianti che non vengono prodotti in Italia, «anche per le note difficoltà di ottenere autorizzazioni sia per la costruzione degli impianti che per la loro connessione in rete».
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