autore: M.L.
Dopo il grigio e le pietre, arriva l'inquinamento
I valori riscontrati di coli fecali sono bassi ma alterati stessa situazione anche a Capoterra
CAGLIARI. Non più acqua azzurra acqua chiara: dopo la sabbia grigia e le pietre ora arrivano le analisi dei biologi di Goletta Verde a rovinare l'immagine già pregiudicata del Poetto, spiaggia ormai - grazie alle 'cure' della Provincia, amministrazione Balletto - da affiancare ai più riminizzati siti dell'Adriatico. Non sembra vero: per la prima volta dopo 17 anni di risultati tranquillizzanti, l'equipe di Legambiente bolla col giudizio di 'leggermente inquinato' il mare della città, che dunque non ha perso solo la trasparenza ma anche le inattaccabili condizioni igieniche. Per quest'anno non c'è da strapparsi i capelli, perchè il tasso di inquinamento da coliformi, streptococchi ed enterococchi fecali sembra restare a livelli bassi. Il segnale però - ha spiegato Lucia Venturi, la responsabile dell'ufficio scientifico di Legambiente - è quello di un mare in sofferenza, diverso dagli altri mari dell'isola. Come se il delicato equilibrio tra il golfo degli Angeli e i cagliaritani che lo frequentano da tempi remoti si fosse d'improvviso alterato. Purtroppo le cifre sembrano essere il solo elemento chiaro di questa situazione. I tecnici di Goletta Verde hanno compiuto i prelievi a una profondita tra i 60 e i 100 metri in tre specchi di mare: di fronte al Lido, alla prima fermata e all'Ottagono. I risultati si assomigliano e indicano una leggera ma sensibile alterazione dei valori di legge. Più grave, ma sempre entro limiti di guardia, lo stato di Cala Mosca, dov'è stato compiuto il quarto prelievo. Per quanto riguarda la costa della provincia di Cagliari dati analoghi si trovano solo a Capoterra e a Sant'Antioco, mentre tutte le altre zone di mare - Villasimius-spiaggia Simius, Sinnai-Solanas, Pula-Santa Margherita, Teulada-Capo Malfatano, Buggerru-Portixeddu e Arbus-Costa Verde - passano anche quest'estate a pieni voti («non inquinato») l'esame scientifico di Legambiente. Nel complesso, il mare del Cagliaritano rimane un mare in salute. Anche se stranamente manca un dato: quello che riguarda la costa di Quartu, dove proprio in questi mesi vengono segnalati scarichi a mare incontrollati. Per capire cosa sta accadendo da quelle parti, bisognerà dunque attendere un intervento da parte dell'Asl 8. Fin qui lo stato igienico del mare. Inevitabile però che i tecnici di Goletta Verde e il responsabile sardo di Legambiente, Vincenzo Tiana, dovessero occuparsi anche del dopo-ripascimento. Qui per Lucia Venturi «ci troviamo di fronte a un problema paesaggistico più che ambientale. Lo spettacolo della sabbia bianca è stato completamente stravolto, ma non basta. Perchè i nostri tecnici hanno riscontrato un fenomeno di sofferenza da parte dell'eco-sistema marino, un inquinamento latente delle acque e un cambiamento nela limpidezza che ha reso tanto famoso questo luogo, dovuto alla scioccante trasformazione e ai ricorrenti interventi di devastazione con indiscriminati e ricorrenti prelievi, che hanno fortemente ridotto i sistemi dunali». Tiana ha ribadito che Legambiente - già promotrice di una petizione inviata al presidente della Provincia - chiederà la costituzione di una commissione tecnica incaricata di studiare un intervento utile a ridurre il danno: «Non siamo certo noi a dover dare la ricetta - ha spiegato il responsabile dell'associazione ambientalista - anche perchè purtroppo ormai il danno è stato fatto. Si tratta di limitarlo per quanto possibile». Sempre che - come ha sottolineato Lucia Venturi - l'amministrazione provinciale cominci a riconoscere l'errore commesso e collabori alla ricerca dei rimedi. Cosa che finora non è avvenuta. Secondo i dirigenti di Legambiente la spiagga quest'anno è una cosa diversa e i bagnanti se ne sono accorti: «Stanno scappando - ha detto Lucia Venturi - vanno altrove perchè qui non ritrovano le condizioni di sempre. E' chiaro che il Poetto resta una spiaggia di notevolee qualità, specie in confronto a quelle delle altre zone d'Italia, dove la situazione è ben più compromessa. Chi è abituato alla sabbia bianchissima e alle acque limpide - avverte la responsabile di Legambiente - però non s'accontenta più». Anche se prima o poi, purtroppo, i cagliaritani dovranno accontentarsi di quello che passa la Provincia.