Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Vacanze finite al Sant’Igori

17/07/2010

autore: DANIELA SCANO

La Cassazione ha confermato il sequestro del campeggio

ALGHERO. Vacanze finite al Sant’Igori. La Cassazione ha ripristinato il sequestro del campeggio, nella Baia delle Ninfe, sotto inchiesta per una presunta lottizzazione abusiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del pm Giovanni Porcheddu contro l’ordinanza del tribunale del riesame che un anno fa aveva dissequestrato il camping.
 I giudici del tribunale sassarese avevano accolto il ricorso di quindici dei 215 indagati, tutti frontisti del Sant’Igori, contro l’ordinanza del gip Lupinu che aveva ordinato il sequestro preventivo del terreno che ospita il campeggio. Contro l’ordinanza del Riesame si era mosso il magistrato titolare della inchiesta. L’esame del ricorso era calendarizzato a febbraio in Cassazione, ma varie questioni procedurali lo hanno fatto slittare. La decisione è arrivata in piena estate, con il Sant’Igori già affollato di vacanzieri che presto saranno invitati a cambiare location.
 Annullando l’ordinanza del collegio del riesame, la Cassazione ha ripristinato il sequestro. Non appena il provvedimento sarà notificato alla Procura, al Sant’Igori scatteranno nuovamente i sigilli. I legali dei frontisti (gli avvocati Salvatore Porcu, Stefano Porcu e Anna Laura Vargiu) non hanno commentato il provvedimento, ma si preparano a impugnarlo.
 Per il pubblico ministero Giovanni Porcheddu, il camping di Sant’Igori, gestito dalla cooperativa Liberturist, sorge in un terreno H3 di salvaguardia assoluta ed ecologica. Secondo il magistrato, l’area è stata trasformata in «insediamento abitativo stabile a vocazione turistico-residenziale» dai proprietari dei lotti «mediante la trasformazione urbanistica ed edilizia». Tutto questo, «in palese contrasto con le prescrizioni dello strumento urbanistico vigente in quell’area». Da qui l’ipotesi di lottizzazione abusiva sulla quale si fonda l’inchiesta scattata, nella primavera del 2009, dopo una dettagliata segnalazione del corpo Forestale e di vigilanza ambientale.
 Di diverso avviso la difesa, che contesta il presupposto del ragionamento accusatorio. Secondo i legali, infatti, non corrisponde a verità che ogni socio della Liberturist sarebbe proprietario di una quota di terreno corrispondente alla piazzola dove piazza la tenda o parcheggia la roulotte. «Non c’è nessuna suddivisione dei terreni in proprietà di singoli - è l’argomentazione difensiva -, ma un mero godimento, in uso, delle piazzole della società da parte dei singoli soci». Secondo i difensori dei vacanzieri, per rendersi conto che le cose stanno come dicono i loro assistiti basta pensare che a Sant’Igori il numero dei soci è superiore al numero delle piazzole. La battaglia legale continua ma, nel frattempo, il Sant’Igori torna sotto sequestro.

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