Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Al Lido Iride i sigilli dei carabinieri

17/07/2010

autore: GIANNI BAZZONI

Lo stabilimento balneare diroccato è stato messo sotto sequestro dai Noe

SASSARI. Ogni estate ce n’è una. E ancora una volta l’ex Lido Iride richiama l’attenzione per i problemi legati al suo stato di abbandono piuttosto che per i progetti di recupero e di rilancio della storica struttura turistica che si affaccia sul mare di Platamona. Ieri mattina i carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno sequestrato lo stabilimento balneare diroccato. Due dirigenti della filiale sarda dell’Agenzia del Demanio di Cagliari e della Regione risultano iscritti nel registro degli indagati. I militari guidati dal capitano Umberto Rivetti - all’operazione hanno collaborato i carabinieri della stazione di Sorso al comando del maresciallo Alessandro Masala - hanno eseguito il provvedimento disposto dal gip del Tribunale su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Gianni Caria. Stavolta c’è anche l’affronto all’immagine storica dello stabilimento degli Anni Cinquanta: gli accertamenti tecnici e documentali dei carabinieri del Noe hanno dimostrato che è stato trasformato in una discarica non autorizzata di rifiuti non pericolosi, con la conseguente grave alterazione del litorale e delle dune di sabbia oltre che della macchia mediterranea circostante. La recinzione fatta sistemare qualche mese fa dall’amministrazione comunale di Sorso non è stata sufficiente a scongiurare ulteriori problemi, la situazione è peggiorata e oggi la pratica viene trattata come si fa con le discariche di rifiuti che sorgono come funghi nel territorio. L’ex Lido Iride è «catalogato» come discarica abusiva, nel senso che tutti ci passano, abbandonano rifiuti e lasciano segni aggiuntivi per incrementare un degrado che - belle parole e impegni elettorali a parte - appare senza fine.
 Ieri, di prima mattina, i militari del Noe hanno cominciato l’operazione di sequestro dell’ex Lido Iride. Nastro bianco-rosso per delimitare la zona, provvedimento del gip affisso in più punti, nuova documentazione fotografica e filmata all’interno e all’esterno della struttura per evidenziare il progressivo degrado che viaggia di mese in mese, al punto da determinare una situazione di pericolo per la collettività che non può più essere tollerata.
 Rischia di rasentare il ridicolo la vicenda dell’ex Lido Iride. Un sindaco lungimirante come Oreste Pieroni (l’amministratore di allora) e un imprenditore come Sebastiano Pani (l’imprenditore sassarese che realizzò lo stabilimento balneare) oggi farebbero una gran fatica a comprendere il perchè della condanna a morte senza appello inflitta a un «bene» che, a pieno titolo, potrebbe contrastare l’immobilismo e la mancanza di creatività che caratterizzano la situazione attuale. Quel gioiello che urbanisti e storici definiscono ancora «un esempio di edilizia elegante, innovativa per quei tempi» è oggi accomunato a una discarica e non è certo una bella cosa. Specie in un territorio che con il turismo continua a parlare lingue diverse: si potrebbe citare la vicenda della mancata nomina del presidente del Parco nazionale dell’Asinara (si va da un commissario all’altro), in piena stagione estiva, per evidenziare un percorso che non è orientato alla soluzione dei problemi del territorio ma ad altri fini.
 Il Lido Iride si può restaurare con interventi di ricostruzione (dove necessario), anche utilizzando materiali e tecniche impiegati per la sua realizzazione - come hanno affermato di recente sulla Nuova Sandro Roggio e Antonietta Mazzette - ma il vero problema è che un «monumento» non dovrebbe mai diventare una discarica, ancora di più se si tratta di un edificio sul mare che ha rappresentato anche una idea di crescita della città e del territorio. Così come è vero che tra rovine e macerie c’è una bella differenza. E quelle dell’ex Lido Iride sono rovine dove poi è stato riversato di tutto, non solo rifiuti. Lo stato di abbandono ne ha fatto un luogo per senzatetto, per sbandati, ma anche rifugio per cani randagi e punto di incontro per traffici illeciti.
 L’intervento di ieri mattina dei carabinieri del Noe è giunto a conclusione di una attività di accertamento che ha prodotto l’invio dell’informativa all’autorità giudiziaria che poi ha emesso il sequestro preventivo del complesso sulla spiaggia di Platamona.
 Dal punto di vista delle condizioni delle struttura cambia poco. Ci sono, invece, sostanziali novità per quel che accadrà da ora in poi. Intanto chi violerà i sigilli andrà incontro a problemi di carattere penale, e poi - essendo il procedimento simile a quello adottato per le discariche abusive - scattano una serie di adempimenti obbligatori. L’Agenzia del Demanio di Cagliari deve provvedere alla bonifica del sito, e se non lo farà nei termini previsti la palla passerà al Comune di Sorso che dovrà eseguire gli interventi per poi rivalersi su chi non ha rispettato le disposizioni dell’autorità giudiziaria.
 Negli ultimi decenni sono arrivate solo delusioni e un impegno almeno andrebbe preso: restituire dignità al Lido Iride.

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