Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Sigilli alla lottizzazione abusiva
17/07/2010
autore: ELIA SANNA
Ieri il blitz della Forestale a Sa Rocca Tunda. Diciassette gli indagati SAN VERO MILIS. Gli accertamenti, compresi quelli satellitari, erano partiti due anni fa. L’inchiesta sull’abusivismo edilizio nella marina di San Vero, diretta personalmente dal procuratore della Repubblica oristanese Andrea Padalino Morichini, ha accertato che nell’ultimo decennio gli insediamenti abusivi a Sa Rocca Tunda sarebbero addirittura triplicati. Ieri mattina il gip del tribunale Mauro Pusceddu ha fatto scattare lungo la costa i primi sequestri preventivi.
Sono diciassette le persone indagate per lottizzazione abusiva. Gli agenti del Corpo forestale, coordinati dall’ispettore Giuseppino Serra, hanno apposto i sigilli all’intera lottizzazione (nove lotti). Secondo l’accusa l’ex proprietario, Mauro Dessì, 71 anni, di San Vero Milis, avrebbe frazionato mezzo ettaro di terreni agricoli per rivenderlo, con il sistema della vendita pro-indiviso a 17 persone. L’intera lottizzazione sorge all’interno dei 500 metri dalla costa e quindi risulta sottoposta ai vincoli di tutela ambientale del Piano paesaggistico regionale. Nei lotti sequestrati i proprietari hanno realizzato - come accertato dagli agenti del Corpo forestale - rimboschimenti per occultare all’interno opere edilizie.
«Tutti i lotti sono risultati dotati di energia elettrica, di pozzi, di strade di accesso, di recinzioni, fosse settiche, box in legno e muratura adibiti a servizi igienici, battuti in cemento, con case mobili e roulotte a scopo abitativo - ha spiegato in una nota il direttore dell’Ispettorato provinciale, Maria Piera Giannasi - ed è stata infine accertata l’installazione di una rete elettrica che si dirama dall’ingresso della strada provinciale 80, dove è stata realizzata un’opera in muratura per l’alloggiamento di 13 contatori dell’Enel per la fornitura di energia ai lotti sequestrati». Secondo le normative di legge vigenti in materia di violazione ambientale e paesaggistica, i lotti posti preventivamente sotto sequestro potrebbero essere anche confiscati.
Lo scorso dieci luglio il sindaco di San Vero Milis, Adelia Murru, aveva emesso un’ordinanza di sgombero, per motivi di sicurezza, in un’area di sette ettari e mezzo nella località di Sa Rocca Tunda. È proprio su quell’area che la Procura ha accertato una vasta trasformazione urbanistica-edilizia, quasi tutta su terreni agricoli, effettuata abusivamente, che vede coinvolte oltre 200 persone e un altrettanto numero di particelle immobiliari ricavate da fondi di maggiore estensione, nella quale sono state realizzate anche delle abitazioni. Su tutta l’area che sorge a destra della strada provinciale 80 sono in corso gli accertamenti preliminari della magistratura, con l’obiettivo in particolare di individuarne i proprietari. Diversi insediamenti abusivi e molti acquirenti di aree frazionate sono in attesa di formalizzare la compravendita con atto pubblico. Anche in questo caso è possibile che nei prossimi mesi possano scattare denunce e sequestri. Oltre alla documentazione acquisita da tempo presso gli uffici del Comune di San Vero, sarebbero in corso anche degli accertamenti per fare luce sulle compravendite dei terreni agricoli e sulla stipula dei relativi atti notarili.
Lungo la costa della marina di San Vero lo scorso anno, nel mese di settembre, in seguito a una analoga inchiesta della magistratura l’ex sindaco, Antonello Chessa, firmò un’ordinanza di sgombero immediato nella stessa località di Sa Rocca Tunda, dove era stato realizzato un vero e proprio villaggio abusivo fatto di abitazioni prive di licenze edilizie, tende e roulotte, il tutto all’interno della fascia costiera. Anche allora la Forestale individuò non solo violazioni urbanistiche, ma anche alle normative igienico sanitarie e alle prescrizioni antincendio.
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