Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Nelle spiagge da sogno spunta il catrame
07/07/2010
autore: TIZIANA SIMULA
Porto San Paolo, l’Area marina assicura: «Solo un caso isolato» PORTO SAN PAOLO. Il catrame minaccia gli arenili rendendo nere le giornate al mare dei bagnanti nella spiaggia Don Diego, una splendida caletta del litorale di Porto San Paolo dove si riversano soprattutto gli ospiti dell’omonimo residence ma anche turisti che trascorrono le vacanze nel vicino centro abitato. A lanciare l’allarme proprio loro, alcuni bagnanti, preoccupati per l’inquietante presenza, «mai vista prima da queste parti, eppure è da anni che veniamo qui», dicono. Mentre mostrano i segni dell’insidia arrivata dal mare: chiazze sparse sulle rocce, pezzetti neri di catrame che galleggiano sulla riva. Una mamma con i suoi bimbi, mostra le gambe ancora un po’ macchiate di scuro dei propri figli, «appena escono dall’acqua cerchiamo di mandarle via con i fazzoletti, ma si vedono ancora», dicono. Per non parlare, poi, dei costumi rovinati. Il concessionario balneare conferma, «è così da giorni -, dice -. Cerco di ripulire come posso la spiaggia, la gente si lamenta».
Il catrame c’è, arrivato chissà da dove col via e vai delle navi nel Mediterraneo, ma la presenza sembra essere limitata solo a questo tratto di litorale. Tanto basta, però, a suscitare le proteste dei vacanzieri che nell’isola, sottolineano, ci vengono per il suo mare limpido, pulito e incontaminato.
Anche all’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, nel cui ambito ricadono le spiagge del comune di Loiri Porto San Paolo (oltre che quelle di Olbia e di San Teodoro), proprio ieri è arrivata una segnalazione. Ma il direttore frena sull’entità del problema, circoscritto a quella zona. «Non esiste nessun allarme catrame - chiarisce subito Augusto Navone -, ci risulta che sia un fenomeno molto contenuto».
Sarà pure così, ma per gli habituè della spiaggia secca, e non poco, l’incontro ravvicinato con quella sostanza nera, fastidiosa e molto poco ecologica. «Vengo qui dal 2003 e non ho mai visto nulla del genere», spiega un turista che ogni mattina raggiunge la caletta da Porto San Paolo, insenatura a cui si accede passando attraverso le stradine del residence. Tra le mani ha un fazzoletto con cui ha appena raccolto un pezzo di catrame impastato con la sabbia. «Siamo in un’area così pregiata e bella, queste cose non dovrebbero accadere».
Chiavi di questa notizia: Vacanze inquinate