Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Disastro a Cala Giunco: quasi secco lo stagno per un’inutile passerella
05/07/2010
autore: MAURO LISSIA
Denuncia degli ecologisti alla Procura della Repubblica «Spesi 232 mila euro, con l’acqua spariti gli uccelli» CAGLIARI. Lo stagno di Notteri è quasi secco nonostante un inverno e una primavera segnati da una piovosità record, gli uccelli sono scomparsi: tutto colpa di un canale di drenaggio scavato dal comune di Villasimius per abbassare il livello delle acque nella laguna. La denuncia è del Gruppo di intervento giuridico, che ha informato tutte le autorità compresa la Procura della Repubblica.
La storia è questa: a marzo scorso il Comune ha scavato un profondo canale per far defluire in mare parte delle acque dello stagno. Un canale temporaneo - come risulta dalle comunicazioni della polizia municipale di Villasimius - lungo quaranta metri e profondo trenta centimetri che avrebbe dovuto far calare leggermente il livello delle acque «della zona umida retrodunale». L’idea, poi realizzata, era di costruire una passerella in legno lungo il margine dello specchio d’acqua per facilitare il passaggio dei bagnanti diretti alla spiaggia di Cala Giunco. Costo preventivato nel progetto comunale: 232 mila euro. Il risultato, secondo l’associazione ecologista, è disarmante: «La passerella viene ignorata dai bagnanti, che continuano ad attraversare lo stagno - spiega Stefano Deliperi - in compenso il livello dell’acqua è calato vistosamente, lo stagno è quasi secco e siamo appena agli inizi di luglio». Il canale, uscita sui giornali la protesta degli ecologisti, è stato eliminato in poche ore dal comune. Ma il danno era ormai fatto: «Anzichè buttare via tanti soldi per quella passerella inutile sarebbe bastata un po’ di vigilanza - avverte Deliperi - e si sarebbe evitato questo disastro». Ora la scelta del comune di Villasimius è all’esame della magistratura: «Ci risulta che mancassero le autorizzazioni del demanio regionale, della capitaneria e della sovrintendenza - conferma Deliperi - e il solo mezzo nullaosta presente era quello del servizio valutazioni d’impatto della Regione, assolutamente insufficiente».
Come è ben noto la spiaggia di Cala Giunco è un sito naturale protetto da una interminabile serie di vincoli. Qualsiasi intervento sulla spiaggia dev’essere progettato e autorizzato prima dell’esecuzione.
Chiavi di questa notizia: Aree protette