Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Navigazione e pesca vietate nella zona di Porto Managu
01/07/2010
autore: ALESSANDRO FARINA
Bosa. Impianto di acquacoltura dismesso BOSA. È ancora pericolosa l’area di mare vicino a Porto Managu, sulla costa a Nord della città del Temo. L’accurato sopralluogo eseguito nelle scorse settimane dal Nucleo Subacquei di Cagliari della Guardia Costiera ha infatti evidenziato la presenza di numerose strutture, alcune semi affioranti dalla superficie dell’acqua, che spingono l’Ufficio Circondariale marittimo di Bosa a reiterare l’ordinanza, già emessa nel 2009, di interdizione alla navigazione e alla pesca.
Nella zona infatti sono presenti i resti di un impianto di acquacoltura, da tempo in stato di completo abbandono. Sotto il pelo dell’acqua, insomma, ci sono boe e gabbie galleggianti, anche semiaffioranti, con catene e cavi di ormeggio ai corpi morti adagiati sul fondale. Fanno da pericoloso scenario all’interno di un quadretto naturale che dovrebbe essere incontaminato e che invece si presenta ancora dopo anni come un vero e proprio cimitero fatto di pattume metallico e plastico. Tra l’altro, sottolinea la locale Guardia Costiera, senza alcuna segnalazione in superficie. Un vero incubo, specialmente per chi nella zona - molto trafficata soprattutto nei mesi estivi di giorno ed anche nelle ore di buio - transita in gommone o in barca per raggiungere le tante calette sparse sul litorale bosano.
Il Tenente di vascello Salvatore Marchese, Comandante di Circomare Bosa, ordina quindi anche quest’anno, «Fino alla bonifica», l’assoluta interdizione al traffico marittimo e all’attività subacquea e diportistica nell’area vicina alla splendida baia Mànagu. In prossimità della quale (le coordinate vengono dettagliatamente specificate nel documento consultabile anche su internet, ndc), si precisa che «È fatto obbligo di procedere con estrema cautela ed a lento moto (velocità minima di manovra); mantenere una distanza di sicurezza di almeno quattrocento metri; prestare la massima attenzione ad eventuali segnalazioni da parte delle unità della Guardia Costiera e delle Forze di Polizia impegnate in attività di vigilanza».
L’Ufficio circondariale marittimo invita inoltre i pescatori e i diportisti a segnalare ogni ulteriore situazione di pericolo che dovesse verificarsi, perché la situazione è in continua evoluzione.
Chiavi di questa notizia: Vacanze inquinate