Rassegna Stampa
Testata: Il Giornale di Sardegna
Demanio federalista dalle Dolomiti a Ostia i “tesori” dello Stato in offerta alle Regioni
28/06/2010
La riforma. Elenco provvisorio dei beni da trasferire agli Enti locali: un patrimonio di tre miliardi di euro
Certo non farà smettere gli enti locali di protestare contro la manovra, ma con il federalismo demaniale da poco approvato arriverà loro un bel bottino. Isole come quelle vicine a Caprera e alla Maddalena, mercati come il romano Porta Portese, montagne, ex aeroporti: il valore di inventario di tutto il patrimonio che diventa disponibile per le autonomie che potranno scegliere alcuni pezzi con un progetto di valorizzazione, è di poco oltre i tre miliardi. Ma può gonfiarsi. Anche perchè a disposizione, a titolo gratuito, di Comuni, Province e Regioni c'è un patrimonio consistente di beni, messi nero su bianco dall'agenzia del demanio in un elenco ancora provvisorio fino a fine luglio. Intanto, mercoledì ci sarà la relazione del ministro del Tesoro Giulio Tremonti sui numeri del federalismo fiscale in Consiglio dei ministri. Non stupisce che Roma sia piuttosto fortunata. Per ora il federalismo demaniale mette a disposizione di Comune o Regione Lazio lo storico mercato di Porta Portese cantato da Claudio Baglioni, tra le mura Gianicolensi e l'ex arsenale pontificio di Ripa Grande. Ma anche l'intero Idroscalo di Ostia, dove fu ucciso Pier Paolo Pasolini. E ancora: San Pietro in Vincoli e il cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti a Trastevere.
Ma pezzi pregiati sono sul punto di passare di mano in tutta Italia. Nella lista ci sono alcune montagne delle Dolomiti, la piazza d'Armi dell'Aquila, il faro di Mattinata sul Gargano, l'ex forte Sant'Erasmo a Venezia, la spiaggia del lago di Como di manzoniana memoria a Lecco. E molte ex caserme, in particolare nelle zone di confine, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, ormai inutili con la fine della Guerra Fredda. Ma attenzione. Questi beni potranno andare sì alle autonomie. Ma queste ultime, per legge, dovranno prioritariamente valorizzarli. Se invece sceglieranno di venderli, gli introiti dovranno servire a ridurre il loro debito. Il federalismo, almeno in teoria, è più bastone che carota.
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