Una domenica al Poetto per i dannati dell'auto
Nonostante i vigili fossero presenti in gran numero già alle 10 del mattino è scoppiato il caos fra i mezzi in coda
CAGLIARI. La sabbia è grigia, grossa come nemmeno i più pessimisti avrebbero potuto prevedere al termine del ripascimento. Il mare ha cambiato colore, è torbido come se ci avessero gettato del sapone. I servizi sono quelli che sono, appena decenti.
Ma i cagliaritani al Poetto non rinuncerebbero mai. E ieri per tutto il giorno se n'è avuta l'ennesima riprova: il caldo torrido ha svuotato la città e il Poetto ha ripreso il soprannome di «spiaggia dei centomila», forse non c'è stato il pienone degli anni passati (complici appunto gli errori del ripascimento) ma per dodici ore e passa, dalle 9 del mattino alle 9 della sera, la gente ha preso d'assalto il litorale. Contemporaneamente sono emersi gli stessi errori segnalati in passato, con la sporcizia che ha accompagnato i gruppi di vacanzieri per tutto il giorno (ma non avevano promesso che almeno la pulizia sarebbe stata un fiore al'occhiello?) e un senso indefinito di disagio che ormai fa parte del Poetto-post ripascimento. È stato soprattutto un altro test negativo per il traffico: ieri chi ha scelto la spiaggia dei centomila per trascorrere qualche ora al sole ha dovuto sobbarcarsi un supplemento di afa all'interno della propria auto. Ovunque si sono formate code interminabili, con i vigili urbani (stavolta presenti come mai) impegnati nel tentativo di farle defluire in qualche modo. Un'operazoone quasi impossibile. il serpentone si è allungato già alle 10 dal ponte Vittorio a Marina Piccola. Da lì' in avanti altri problemi: chi si immetteva nella strada dei parcheggi si è accorto che c'era il tutto esaurito e dunque bisognava procedere a passo d'puomo per cercare di uscire. Non è andata meglio per chi ha scelto di andare più avanti, verso il Marino: lì i posti auto sono davvero una rarità e tutti sono stati costretti ad arrangirsi, con i risultato che le auto sono state parcheggiate dappertutto. Il progetto del bus navetta introdotto di recente dal comune? Non sono stati molti a seguire il consiglio degli amministratori: evita il casotto e prendi il bus. Una situazione paradossale, che rischia di trasformare la stagione balneare dei cagliaritani in un incubo interminabile. Mancano i parcheggi e questa non è una novità, anzi sono persino diminuti da quando la strada per la Bussola è stata eliminata o quasi. Insomma disagi straordinari, anche per chi per raggiungere la spiaggia ha usato uno scooter o un motorino. La prova generale è stata ancora una volta un fallimento e non mancherà il lavoro nel corso delle prossime settimane.
Intanto l'estate cagliaritana è esplosa e non solo perchè il Poetto si è avvicinato ai massimi storici di afflusso. Il traffico con una miriade di piccoli incidenti e il problema dei parcheggi ha causato una domenica bestiale, con code interminabili e auto a dieci all'ora per arrivare al mare. Tutto esaurito nel lungomare, tante auto nella piazza della chiesa della 'Nostra Signora della Salute', parcheggi improvvisati in ogni strada del quartiere. Persino davanti alle abitazioni. Con il risultato che molti residenti sono stati costretti a compiere autentiche acrobazie per rientare a casa. Una situazione che è rimasta immutata sino a mezzogiorno. Identica scena lungo il litorale quartese. C'erano auto ovunque e chi è arrivato tardi non ha potuto fare altro che cercare un'altra spiaggia o infilarsi nel mega-ingorgo della provinciale per Villasimius. E in serata, dopo le 18, chilometri di auto a passo d'uomo sulla strada del rientro. Non c'era del resto da aspettarsi niente di positivo, viste le premesse delle scorse settimane. Ma dopo un mese e passa di stagione, è risultato che l'arenile è ben lontano dal poter essere considerato pulito. Gli stabilimenti offrono qualche servizio in più ma sono cari, nelle cooperative la caccia ad un ombrellone vicino al mare è sttaa un'impresa. E ancora: i servizi igienici sono stati giudicati insufficienti. Davvero cari i prezzi praticati dai gestori dei baretti. Come dire: passano le stagioni ma i problemi restano quelli di sempre. Amplificati stavolta da un ripascimento che ha reso davvero tristissimo far un salto al mare anche solo per prendere il sole.