Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
E torna il rischio di mattone selvaggio
19/06/2010
autore: N. C.
Legambiente: con le nuove norme vince la speculazione
ROMA. L’estensione alla materia urbanistica delle modifiche costituzionali annunciate nel disegno di legge del governo, è il primo degli allarmi lanciati dagli enti locali. Si tratta di un primo esame ma la bozza circolata ieri in Consiglio dei ministri recita che le modifiche all’articolo 41 e quelle del 118 della Costituzione che regolano le competenze di Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni, «favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale». La normativa locale dovrà essere adeguata «in modo che le restrizioni del diritto d’iniziativa economica siano limitate allo stretto necessario per salvaguardare altri valori costituzionali».
La formula per ora è generica ma certamente l’edilizia potrà essere materia «svincolata» perché il quarto comma del 118 prevede che Stato, Regioni ed Enti Locali «riconoscano l’istituto della segnalazione d’inizio attività e quello dell’autocertificazione», da estendersi «necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile». La stessa formula fu utilizzata la primavera dello scorso anno quando il governo lanciò la prima formulazione del «piano casa» che s’infranse proprio sulla Costituzione e le competenze assegnate alle Regioni. In seguito, costrinse l’esecutivo a limitarsi a una legge cornice e concordare con i governatori l’intervento di deregulation.
Con le modifiche annunciate, di fatto, viene scardinato il principio della competenza esclusiva anche nella materia urbanistica se le stesse Regioni non la escluderanno esplicitamente dal campo d’intervento «dell’autonoma iniziativa dei cittadini». L’associazione Legambiente teme che dietro la semplificazione si nasconda l’ennesimo condono. Il «controllo successivo» delle autorizzazioni alle quali sono richiamate le modifiche costituzionali sulla libertà d’impresa, nel caso delle concessioni edilizie secondo il presidente Vittorio Cogliati Dezza, «diventerebbero un condono preventivo visto che i comuni non potranno controllare l’edificabilità di un fabbricato se non a posteriori. Un invito all’abusivismo edilizio». Insomma un conto è semplificare la nascita di nuove imprese, altro è lasciare il campo libero da regole e da vincoli urbanistici.
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