Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Nel piatto di ogni giorno frutta e verdura ai pesticidi

19/06/2010

Il rapporto Legambiente. Ddt nell’insalata in Friuli

ROMA. Tracce di pesticidi nella frutta e nella verdura, agenti chimici tossici nel vino, nel pane e nel miele, diossina nelle uova e nella carne, perfino ddt nell’insalata. Si rischia di morire mangiando secondo l’ultimo rapporto di Legambiente “Pesticidi nel piatto 2010”, elaborato sui dati delle analisi fornite da Asl, Arpa e laboratori zooprofilattici. Aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di fitofarmaci, da 27,5 per cento dello scorso anno a 32,7, salgono anche i campioni irregolari. La Cia ribatte: «Frutta e verdura prodotte in Italia sono sicure».
 E’ ancora troppo alta la quantità di pesticidi negli alimenti ortofrutticoli e nei derivati: sulle tavole degli italiani finiscono ogni giorno cibi conditi da cocktail di residui chimici attivi. Secondo lo studio diffuso dall’Associazione ambientalista, tra le verdure il 76,4 per cento risulta regolare senza residui (erano l’82,9 nel 2009); 45 campioni sono fuori legge (1,3 per cento contro lo 0,8 dello scorso anno), mentre il 22,3 per cento è contaminato da uno o più residui. Nella frutta analizzata le tracce di pesticidi oltre i limiti consentiti o per molecole non autorizzate sono diminuite passando dal 2,3 del 2009 all’1,2, però sono cresciuti quelli regolari contenenti uno o più residui. Nemmeno prodotti come pane, miele e vino possono essere definiti “sani”: 39 dei 1435 campioni sono risultati irregolari. Ma per la Confederazione italiana agricoltori frutta e verdure prodotte in Italia sono sicure e cita i dati del ministero della Salute, secondo cui il 98,8 per cento dei controlli risultano regolari, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge.
 Rimangono però allarmanti i casi particolari, citati da Legambiente, di prodotti “multi contaminati”: in un solo campione d’uva bianca analizzato in Sicilia sono stati trovati resti di 9 differenti fitofarmaci; 5 i tipi di residui chimici in alcune pere esaminate in Campania; 6 quelli trovati nel vino analizzato in Friuli Venezia Giulia ed è sempre in questa regione che gli esperti hanno scoperto nell’insalata tracce di ddt, messo al bando 32 anni fa. Da Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Lombardia arrivano segnalazioni di campioni di tacchino, coniglio, latte vaccino, uova di gallina e carne bovina contaminati da policlorobifenili, un inquinante dalla tossicità simile alla diossina. E i prodotti biologici? Le scarse analisi ricevute non consentono ancora un’analisi obiettiva del settore.

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