Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Nasce il parco e restano le petroliere

16/06/2010

autore: Nicola Pinna

Bocche di Bonifacio. I ministri dell'Ambiente di Italia e Francia ieri a Palau per firmare l'intesa internazionale
Istituita la riserva, ma solo l'Onu può blindare lo stretto

PALAU. Da ieri c'è il parco, ma per piazzare i cartelli con divieto di transito ci sarà ancora da combattere e attendere. Almeno un anno, fino a quando non sarà l'Onu a vietare il passaggio di petroliere e gasiere nelle Bocche di Bonifacio. Prima ancora dello Nazioni unite, comunque, potrebbe essere l'Omi (l'Organizzazione marittima internazionale) a blindare il tratto di mare tra Sardegna e Corsica, la scorciatoia per i mercantili che girano il mondo. Le navi con bandiera italiana o francese già da qualche anno non possono passare nello stretto e da ieri i dodici chilometri che separano le due isole sono protetti dal parco internazionale. Per 1a nascita ufficiale della nuova area protetta, il Ministro dell'Ambiente Stefania Prostigiacomo e il suo collega francese Joans-Louis Borloo si sono ritrovati a Palau. Invitato alla cerimonia anche il ministro albanese Fatmir Mediu, che ora sogna il parco dei Balcani. «Questa di oggi è una grande vittoria - ripetono tra abbracci e strette di mano la Prestigiacomo e Borloo - Ora dobbiamo convincere l'assemblea dell'Onu a imporre il divieto di transito nelle Bocche».
LA FIRMA. Aveva immaginato una cerimonia ufficiale in mezzo al mare, Stefania Prestigiacomo, a bordo di un pattugliatore d'altura della Capilaneria di porto: il maltempo però ha rovinato la festa. Prima il vento ha obbligato la Guardia costiera a tenere in porto le imbarcazioni e poi la pioggia ha fatto cambiare i programmi e costretto tutti a trasferirsi nella sala consiliare del Comune. Il ministro Prestigiacomo. accolta dai turisti come una diva del cinema, lascia perdere il protocollo: «Facciamo silenzio, i fotografi si devono spostare. Cerchiamo di lasciare libere le sedie della prima fila».
I RISCHI. Nei dodici chilometri di mare e maestrale passano ogni anno seimila mercantili: duemila trasportano materiali ad altissimo rischio. Il pericolo è quotidiano, se si pensa che lo stretto è considerato uno dei tratti più burrascosi di tutto il Mediterraaneo. Le correnti, nella storia e anche di recente, hanno teso la trappola a centinaia di navi: qualcuna si è schiantata sugli scogli, molte altre si sono inabissate.
LA BATTAGLIA. Ogni anno, secondo lo studio del Ministero dell'Ambiente, un carico di oltre 130 mila tonnellate di merci inquinanti vengono trasportate dalle navi che passano tra le Bocche. «E adesso basta - dice Stefania Prestigiacomo - Nel giro di dodici mesi dobbiamo riuscire a bloccare il viavai di mercantili nello stretto. Vogliamo salvare questo gioiello della natura e per questo coinvolgeremo nella battaglia tutte le nazioni europee e col loro appoggio tenteremo di modificare la convenzione Onu che stabilisce le regole per i traffici internazionali. Prima ancora. in realtà, speriamo che sia l'Omi a impedire il passaggio dei mercantili. Nel frattempo, vorremmo che questo tratto di mare sia riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'Unesco».
LA FRANCIA. Alla proposta di Stefania Prestigiacomo, il Governo francese ha risposto subito "oui". Tutti d'accordo: il ministro Borloo, ma anche i sindaci e i governatori regionali della Corsica che ieri pomeriggio sono arrivati tutti insieme a Palau. «Questa è una giornata speciale dopo 15 anni di battaglie: nasce il primo parco internazionale della storia - sottolina Jean-Louis Borloo - Stiamo progettando un cambio epocale: il rispetto dell'ambiente deve venire prima della necessità di garantire il libero commercio. In dodici mesi dobbiamo raggiungere l'obiettivo di impedire il passaggio dei mercantili pericolosi. A tutti i costi». Dall'Albania arriva il plimo sostegno alla battaglia: «Il Mediterraneo è il mare di tutti - dice il ministro Fatmir Mediu - E anche noi vogliamo contribuire alla sua salvaguardia».
LA REGIONE. L'assessore al Turisma, Sebastiano Sannittu, rappresenta la Giunta alla cerimonia che sancisce la nascita del parco: «Sono orgoglioso di toccare con mano un risultato così importante, che pone 1'assicurazione sul nostro ambiente e sul nostro sviluppo turistico». Al parco de La Maddalena e a quello di Bonifacio il compito ora di creare la più grande riserva internazionale: un'area protetta solo sulla carta, almeno fino a quando le petroliere non saranno fermate.

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