Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Stop all’inquinamento nelle Bocche
16/06/2010
autore: SERENA LULLIA
Intesa Italia-Francia per vietare il transito delle navi pericolose nello stretto di Bonifacio Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo: «Ecosistema da proteggere» PALAU. Un passato e un presente da paradiso in pericolo. Un futuro da Parco marino internazionale. La miniera della biodiversità delle Bocche di Bonifacio segue la rotta della salvaguardia tracciata dai governi italiano e francese. Ieri la firma della dichiarazione di intenti con cui il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e l’omologo francese, Jean Louis Borloo si impegnano a proteggere il fragile ecosistema tra Sardegna e Corsica.
Con il documento viene chiesto all’Organizzazione marittima internazionale di vietare il transito delle navi pericolose nelle Bocche e vengono messe le basi del futuro Parco marino internazionale.
La firma del documento avviene in una affollata aula consiliare. «Una battaglia politica che portiamo avanti con l’auspicio di essere supportati dall’Onu, dalla Comunità Europea e dalle associazioni ambientaliste - è stato il commento del ministro Prestigiacomo -. Vogliamo salvare questo giacimento della biodiversità, un patrimonio di tutto il mar Mediterraneo, per cui i governi italiano e francese sostengono la candidatura nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Con il collega Borloo chiediamo all’Organizzazione marittima internazionale che sia promulgato formalmente il divieto di transito nelle Bocche di Bonifacio delle navi che trasportano materiali pericolosi, qualunque sia la loro bandiera. Questo divieto - ha aggiunto il ministro - esiste già per le navi italiane e francesi. Continuano però a passare per questo stretto ogni anno tra le 180 e 200 imbarcazioni con carichi pericolosi».
Sulla stessa linea il ministro francese Borloo. «Questa è una giornata storica - dice -. Con questo atto diamo inizio a un processo che avrà ripercussioni a livello locale e mondiale, perché cambierà l’approccio ai temi del traffico commerciale e della protezione dell’ambiente. È da 15 anni che si parla di proteggere il braccio di mare delle Bocche. In questi anni sono state tante le forze che hanno cercato di impedire il raggiungimento di questo risultato, sia in Italia che in Francia. Ma noi siamo andati avanti. Ora dobbiamo andare all’Onu e chiedere la modifica della Convenzione della Nazioni Unite sul diritto del mare di Montego Bay. Tutti i gruppi e le commissioni del Parlamento Europeo presenteranno mozioni a sostegno della nostra richiesta. Fino a oggi - ha concluso il ministro francese - la priorità è stata la libertà di traffico commerciale. Ora deve essere il commercio ma nel rispetto dell’ambiente».
Tanti gli amministratori della Gallura e della Corsica presenti alla firma della dichiarazione di intenti, tra sindaci, presidente della Provincia e rappresentanti della Regione. «Tocchiamo con mano un obiettivo raggiunto con l’impegno di battaglie decennali - sono le parole del vice presidente della Regione, Bastianino Sannitu -. Le Bocche di Bonifacio sono un patrimonio di inestimabile valore, ambientale e turistico. La Regione farà tutto ciò che è in suo potere per sostenere l’istanza dei governi italiano e francese».
Soddisfatta anche Greenpeace, che un anno fa dalla nave Rainbow Warrior aveva lanciato l’appello per la tutela dello stretto. «Italia e Francia finalmente si impegnano per proteggere le Bocche. Ora però servono i fatti - dichiara Giuseppe Onufrio, direttore Greenpeace Italia -. Questa è una giornata importante per la protezione dell’ecosistema marino, una vittoria per Greenpeace, per la Sardegna e la Corsica».
Chiavi di questa notizia: Aree protette