autore: M. L.
CAGLIARI. I documenti sull'appalto per il ripascimento del Poetto non vengono fuori dagli uffici dell'assessorato ai lavori pubblici: due richieste firmate dal presidente della commissione di garanzia e controllo Remigio Cabras - datate 23 marzo e 5 maggio 2002 - sono cadute nel vuoto nonostante il presidente della Provincia Sandro Balletto abbia ufficialmente 'liberato' gli atti. Ora Cabras parte con una nuova iniziativa: «Presenterò una diffida ad adempiere - annuncia - indirizzata al dirigente responsabile del procedimento, all'assessore Zirone e al presidente della giunta. E' stata commessa una violazione al testo unico, che stabilisce l'accesso da parte dei consiglieri provinciali a tutti i documenti dell'amministrazione, compresi quelli riservati».
Secondo Cabras «leggi alla mano è il presidente ad avere la titolarità sulla motivazione di un eventuale diniego alla diffusione di documenti interni». Quindi la dichiarazione di Balletto - pubblicata anche dalle agenzie di stampa - avrebbe dovuto cancellare il veto degli uffici e chiudere la questione. Un veto spiegato in una lettera, rimasta per ora unica: quei documenti - scrivevano i dirigenti dei lavori pubblici - sono coperti, perchè sono oggetto di un'inchiesta giudiziaria e di un'inchiesta della magistratura contabile. Cabras aveva ribattuto indicando norme e testi giuridici di segno opposto: qualsiasi atto dell'amministrazione può essere esaminato dai consiglieri eletti. Ma un fatto è certo: la procura ha sequestrato - all'interno dell'inchiesta sul caso-Poetto - soltanto copie dei documenti, lasciando gli originali negli uffici della Provincia. Se il magistrato inquirente avesse voluto 'segretare' gli atti, avrebbe disposto il sequestro degli originali. Cosa che non è avvenuta. Eppure il ragionamento, più volte esposto da Cabras, è bastato a convincere Balletto ma non i dirigenti dell'assessorato guidato da Renzo Zirone. E a distanza ormai di quasi tre mesi i documenti in cui è scritta la storia dell'operazione-ripascimento - con tutte le contraddizioni denunciate dai suoi oppositori - rimangono inspiegabilmente al chiuso degli uffici. «Zirone - ha spiegato ancora Cabras - ha detto in consiglio di aver chiesto sulla questione un parere pro-veritate a un legale. Vedremo quale sarà questo parere, ma le leggi parlano chiaro e in ogni caso è inspiegabile tanta ostinazione. Se tutto è avvenuto nel pieno rispetto delle norme, come l'amministrazione ha sempre sostenuto, perchè non dimostrarlo proprio con i documenti? Io ho il diritto e il dovere di esaminarli, se mi verrà negato presenterò una denuncia per omissione di atti d'ufficio». Nel frattempo le denunce alla magistratura per i danni alla spiaggia continuano a fioccare: le ultime in ordine di tempo sono firmate da Wwf e Gruppo di Intervento giuridico, per i quali il Poetto è stato danneggiato irreparabilmente.