Rassegna Stampa
Testata: L'Unita
La scommessa dell’Asinara: «Mettere il lavoro al centro»
03/05/2010
autore: MARIA ZEGARELLI
I cassaintegrati della Vinyls da 67 giorni sull’isola. Una protesta diventata così plateale da imporre risposte «La chimica è ricerca, la ricerca è il futuro». Ne abbiamo discusso assieme
Diramazione centrale dell’ex carcere di massimasicurezza dell’Asinara, cortile dell’ora d'aria, vento e nuvole, festa e lotta: benvenuti con noi nell’«isola dei cassintegrati»,67° giorno di occupazione, sguardo puntato al 5 maggio, prossimo appuntamento al tavolo nazionale per la vertenza dei lavoratori e del futuro della Vinyls di Porto Torres. Speranza e scetticismo: riusciranno Eni e Ramcoa chiudere l’accordo?Èquesto il punto interrogativo che aleggia su quest’isola nell’isola dove intanto non ci si ferma e si fa il punto su come andare avanti ora e dopo se le cose non dovessero cambiare. Sono arrivati in tanti, per il primo maggio e molti si sono fermati: gli operai, le loro famiglie, i loro figli, le delegazioni di lavoratori da tutta la Sardegna e l’Unità mobile, per scrivere insieme una pagina di questo diario che va avanti dal 24 febbraio scorso, quando un gruppo di cassintegrati hadeciso, dopounariunione nella torre aragonese di Porto Torres, di salire su untraghetto e iniziare questa forma inedita e straordinaria di lotta. Chiunque arriva aggiunge una frase al diario: Enzo Favata, i Tenores di Bitti e i Remunnu e Locu, mettono insieme note, voci, emozioni con una contaminazione musicale bella e intensa, come questa giornata. Favata racconta di essere stato colpito da questa «lotta silenziosa », una vera «novità tra tanti urlatori» e di come sia bastato «uno sguardo, come capita a noi sardi» per avviare unintero discorso. Anche la cultura è un’industria in crisi, che arranca, dice. «Questi musicisti sono lavoranti a giornata, che non conoscono cassaintegrazione » e pagano sulla propria pelle i tagli al fondo unico per lo spettacolo, aggiunge svelando a chi ancora non lo sapesse, il filo che lega spesso storie che sembrano lontanissime.
Sessantasette giorni sull’isola, non soltanto per difendere il proprio salario, «l’obiettivo è quello di mettere al centro della discussione della politica il lavoro, il lavoro nostro e quello dei nostri figli», dice Argentino Tellini, cassintegrato. Ed è di questo che si parla durante il dibattito con il direttore de l’Unità, Concita De Gregorio, il condirettore Giovanni Maria Bellu, con Pietro Marongiu, l’uomo simbolo della protesta operaia, con i parlamentari Giorgio Melis, (pd) e Francesco Barbato, Idv, con Vincenzo Tiana di Legambiente, con gli uomini e le donne venuti qui a portare la propria solidarietà. C’è anche Renato Soru, accolto con un lungo applauso, invitato da una giovane donna «a riprendersi la nostra terra» ormai nelle mani di Ugo Cappellacci che ha vinto grazie alle promesse di Berlusconi e adesso il bluff è svelato. L’Italia può permettersi di rinunciare alla chimica e con la chimica alla ricerca e dunque al futuro? In fondo è questa la posta in gioco nella trattativa per la Vinyls di Porto Torres e nell’intera politica economica di questo governo. «Siete voi il vero reality ed esistete non perché andate in tvmaperché costruite ogni giorno la vostra realtà e questo è il messaggio che dovete mandare ai vostri figli», dice il direttore de l’Unità che invita a fare molta attenzione alla «dittatura televisiva», applicazione pratica e quotidiana del Berlusconismo: esisti se vai in tv altrimenti non sei nessuno. In fondo anche questo èunmodoper celebrare la Resistenza, per non rilegarla alla celebrazione di un giorno, il 25 aprile, «ma per renderla un esercizio del presente, piantando tanti alberi, e voi ne avete piantato uno con la vostra lotta, che saranno l'ombra per i nostri figli. Sta a noi rompere con il berlusconismo, essere sobri, come diceva Berlinguer». Marongiu la spiega così: «Il nostro è un caso semplice. Questo paese deve decidere se consumando oltre un milione di tonnellate di Pvc vuole rinunciare anche alle 350mila che produce la Sardegna, importando tutto dall’estero oppure investire qui per il suo futuro».Ese Barbato annuncia unamozione in parlamento, Melis ricorda che è dallo scorso settembre che ilPd ha messo al centro la questione del polo chimico, «ce ne siamo fatti carico, ma qual è la politica del governo? Quale futuro che ha in mente?». Già, quale futuro. Non è un caso che questo Primo maggio sarà ricordato per il luoghi simbolo in cui si è svolto, sottolinea Sebastiano Venneri, di Legambiente: Rosarno, l’Asinara, i precari Ispra al Quirinale, Stefania è la moglie di Andrea, operaio in lotta, e madre di Lorenzo, due anni. Quando prende la parola si commuove: «Parla a nome di molte di noi mogli. Grazie di essere qui e per la vostra solidarietà, volevo dire che siamo orgogliose dei nostri mariti e i nostri figli dei loro padri. Noi vogliamo restare in Sardegna, non prepareremo una valigia di cartone». EBellu osservacome quest’isola nell’isola, mettendo il lavoro al centro dell’obiettivo, sia diventata «una visione completa del mondo».
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