Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Pesante scambio di accuse tra ambientalisti e Provincia dopo l'assegnazione del premio Attila

09/07/2002

«Sul Poetto solo menzogne»
Massimo Manca: il capitolato parlava di sabbia di cava


CAGLIARI. Il Wwf consegna il premio Attila (il poco ambito riconoscimento riservato ai rappresentanti delle istituzioni che si distinguono per atti contro l'ambiente) al presidente della Provincia. Ma Sandro Balletto, con una lettera, restituisce il premio al mittente e difende a spada tratta il ripascimento della spiaggia del Poetto. Risultato: è guerra aperta tra ambientalisti e amministrazione provinciale. A scendere in campo sono il Gruppo di intervento giuridico, gli Amici della terra e l'associazione Argonauta. Pronta anche la replica dello stesso Wwf. «Al contrario di quanto sostenuto dal presidente della Provincia, Balletto - tuona Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico - la sua amministrazione aveva e ha un ruolo determinante e fondamentale nell'attuazione concreta degli interventi e non c'è nessun cagliaritano che non si sia accorto che i trecentosettantamila metri cubi di sabbia finissima e candida, sparati in sole due settimane, sono pieni di conchiglioni, oloturie, pettini, spugne, sassi...». E ancora: «In un primo momento - continua Deliperi - Balletto e il suo assessore al ripascimento Zirone avevano garantito e giurato che in pochi mesi il Poetto sarebbe tornato come prima. Ora parlano di un anno, poi chissà. Insomma difficilmente il premio Attila potrà essere restituito. Impalpabile quanto pesante è stato già assegnato da migliaia di cagliaritani e di sardi per i quali Balletto e Zirone saranno sempre quelli del Poetto e senza un'accezione positiva...». Dal suo canto Bruno Caria degli Amici delle terra ricorda al presidente della Provincia che il progetto inizialmente non era stato redatto nella sua forma attuale ma che tale è diventato dopo i suggerimenti e le critiche degli ambientalisti, i confronti con gli amministratori interessati e le conferenze di servizio fra i vari enti competenti. «Ma non solo. Di quelle osservazioni recepite con lungimiranza dall'allora criticato assessore Giacomo Guadagnini non vi è più traccia nella triste realtà dei lavori eseguiti». Da qui una serie di domande. «Dove sono le dune di sabbia che dovevavno coprire la vecchia strada costiera e impedire l'erosione causata dal vento? Dov'è quella sabbia bianca proveniente dalle cave che i tecnici della Provincia ci avevano fatto vedere e garantito uguale a quella esistente? Dove sono finite quelle garanzie di granulometria, di colore e di materiale assicurate dai tecnici. Dov'è finita la raccomandazione di dosare le quantità di sabbia da versare nella spiaggia in modo da non creare fossi o voragini entro i primi metri dalla battigia?» Per Massimo Manca, portavoce dell'associazione Argonauta, sulla vicenda Poetto si è ormai giunti al capolinea. «Il presidente Balletto - spiega l'ex assessore all'Ambiente di Quartu - omette di dire che le caratteristiche della sabbia di ripascimento contenute nel capitolato d'appalto avrebbero dovuto portare necessariamente all'utilizzo della sabbia di cava. Non essendo rinvenibile in mare una sabbia avente identiche caratteristiche. Così come dichiararono luminari, scienziati e tecnici della Provincia negli atti progettuali. Salvo poi rimangiarsi tutto sostenendo l'esatto contrario e quindi concordando con l'attuale amministrazione provinciale l'utilizzo della sabbia di mare». «Ora - continua Manca - che si accusino gli ambientalisti di avere chiuso gli occhi, di avere espresso condivisione per l'utilizzo della sabbia di mare e per un progetto che ha subìto enormi modifiche, è un'indegna menzogna di cui Balletto dovrà necessariamente rispondere in altre sedi. La verità è che sin dalla fase di ricorso sull'aggiudicazione dell'appalto, in quella di esecuzione e ultimazione dell'appalto, sono subentrati elementi tali che avrebbero dovuto vedere maggiore cautela e controllo da parte dell'amministrazione provinciale». Il Wwf, che per bocca di Luca Pinna conferma l'attribuzione del premio Attila al presidente e all'assessore ai Lavori pubblici della Provincia, accusa Sandro Balletto di far ricorso a toni offensivi e volgari «per dire solo bugie. Come se i cagliaritani avessero il prosciutto sugli occhi».


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