«Il premio Attila lo restituisco agli ambientalisti di facciata, professionisti della protesta»
Sabato il Wwf ha assegnato il premio nazionale «Attila» al presidente della Provincia, Sandro Balletto, e all'assessore ai Lavori pubblici, Renzo Zirone, per «aver compromesso uno degli ambienti simbolo di Cagliari, il Poetto». Il presidente Balletto risponde con la lettera che pubblichiamo. Ringrazio le associazione ambientaliste per il premio che hannmo inteso assegnarmi e faccio subito alcune considerazioni. In primo luogo è vero che il Poetto non è più quello di un tempo, forse è peggiore, ma forse è migliore di quello che era rimasto del Poetto. Forse gli ambientalisti non ricordano, o fanno finta di non ricordare, in che condizioni era la nostra, ex bellissima, spiaggia: pietre, pochi metri di battigia, sacchetti di sabbia per proteggere le cabine degli stabilimenti, baretti invasi dal mare e, da ultimo, la bella sabbia bianca nella strada. In secondo luogo anch'io sono nostalgico e vorrei riavere sicuramente la bianca strscia di spiaggia chiara che era una caratteristica unica e irripetibile del nostro mare, ma questo non era più possibile, come non più possibile è riacquistare la giovinezza. Un comitato scientifico di cui ho ancora piena fiducia, segnala all'amministrazione che l'unica via per salvare il Poetto è un ripascimento. Il contratto di capitolato venne disposto dalla precedente amministrazione di centro-sinistra con la collaborazione delle associazioni ambientaliste e la scelta della sabbia, per contratto, lasciata all'impresa che avesse vinto la gara d'appalto. Il resto è noto e non ha bisogno di commenti. All'amministrazione subentrante, questa volta di centro destra, il compito di dare continuità agli atti amministrativi della precedente amministraziione. Questo è stato fatto, la strada, con qualche modifica, è stata portata a termine e così pure l'opera di ripascimento. Sabbia di cava o sabbia di mare? Il problema non si poteva neanche porre, posto che con quel disgraziato capitolato predisposto dalla precedente amministrazione, la scelta era dell'impresa che avesse vinto la gara.
Sin qui i fatti. Ritengo ora che bisogna vedere nel tempo, dicono un anno, se le previsioni del comitato scientifico sarranno puntualmente attese. Le associazioni ambientaliste in questo periodo stanno cercando di accelerare i tempi, forse hanno paura che quanto previsto si avveri, forse stanno solo facendo da cinghia di trasmissione a quella parte politica che, battuta sonoramente alle ultime elezioni, usa il solito gioco di sempre: insultare, delegittimare e parlare sempre male dell'avversario politico.Alcune associazioni ambientaliste, una in particolare, forse lamenta il fatto che al suo presidente, l'attuale governo di centrodestra non ha assegnato gli incarichi che l'amministrazione di centrosinistra gli affidava e battono tutte sulla grancassa dello scandalo, giocando sull'emozione che prende tutti, anche me, nel non vedere più il Poetto di una volta. Mi chiedo dov'erano gli ambientalisti quando spariva nel nulla l'irripetibile spiaggia del riso di Villasimius? Dove sono ora gli ambientalisti che non vedono la scempio di una discarica a cielo aperto a Chia, all'ex hotel Baia delle Ginestre? Dove sono quando le nostre belle coste vengono distrutte da cementificatori professionisti? Dove sono quando si brutalizza la natura della nostra isola mediante disboscamenti selvaggi per far luogo a pascoli o campi da arare? Dove sono quando vengono usati i pesticidi che ci stanno avvelenando? Dove sono quando la spiaggia veniva saccheggiata, devastata, cementificata sino ad un anno fa? Una risposta io ce l'ho: guardano gli uccelli di Molentargius, contano le canne una ad una, per vedere che, casomai, qualcuno non se le porti via e poi protestano perchè si vogliono fare i parcheggi al Poetto forse sperando che qualcuno si rivolga a loro. Ecco perchè, in coscienza, mi sento di restituire il premio Attila e di consegnarlo a chi non ha mai fatto il proprio dovere: agli ambientalisti di facciata ed ai professionisti della protesta strumentale. Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato..., ma quasi sempre s'indovina il perchè delle cose. Ecco perchè sento il dovere di restituire il premio Attila a chi, fungendo da cinghia di trasmissiione di una parte politica, con un crescendo rossiniano, cerca di delegittimare un'opera che nel resto del mondo, Italia compresa, avviene normalmente. Parlate sempre male di qualcuno, diceva Lenin, qualcosa rimane addosso. Credo che i nostri ambientalisti stanno adottando alla lettera l'idea di Lenin, che per fortuna mia e di molti italiani, non è più condivisa.