Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

«Il faro non si tocca, è del Comune»

24/04/2010

autore: PATRIZIA MOCCI

San Vero Milis. Capo Mannu è all'interno di una zona vincolata: stop all'albergo
Lettera del sindaco contro il piano turistico della Difesa

 Il faro sorge su terreno comunale, all'interno di una zona di interesse comunitario. Come se non bastasse è uno dei beni che la Regione sta cedendo alle amministrazioni comunali. La stessa Regione d'intesa con il Comune aveva firmato un piano di gestione dell'area Sic, sulla base delle direttive comunitarie. Queste argomentazioni sono finite in una comunicazione ufficiale che il Comune di San Vero Milis ha inviato al Ministero della Difesa per opporsi alla proposta, avanzata due settimane fa.
LA PROPOSTA Un hotel a cinque stelle, con l'ipotesi di realizzare anche alloggi militari. La comunicazione firmata dal sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto è arrivata due settimane fa negli uffici del sindaco Antonello Chessa. Veniva annunciato «un programma di valorizzazione di carattere turistico-alberghiero che interesserà il faro e che potrebbe portare alla sua alienazione». Tra le ipotesi anche quella di realizzare strutture che possano soddisfare «le esigenze infrastrutturali e di alloggi per i militari». Nella lettera, il sottosegretario chiedeva al sindaco una collaborazione istituzionale, ricordando che il ministero aveva già avviato un piano di valorizzazione dei beni demaniali. Un programma che però ha scatenato aspre polemiche per il faro dell'Asinara e che ne innescherà altre per l'Oristanese. «Chiederemo alla Regione di accelerare i passaggi di quel protocollo d'intesa firmato il 27 marzo 2007 in cui si parlava di dismissione di beni immobili, fra i quali appunto il faro di Capo Mannu, con l'impegno della Regione di cederli alle amministrazioni comunali. Quell'intesa, purtroppo, non si è mai concretizzata. Ora è bene che si acceleri l'iter».
Il faro La struttura solo in parte è di proprietà del Demanio militare, per il resto è civile. Ma sorge in un'area comunale e «noi vantiamo i nostri diritti, siamo in qualche maniera comproprietari» ha rimarcato il sindaco Chessa. Una zona di altissimo valore ambientale che rientra in un parco comunale sottoposto a vincoli precisi: «Si tratta di un Sito di interesse comunitario» ha spiegato Alfonso Stiglitz, archeologo e funzionario del Comune. Una zona che non può subire modifiche «se non per usi di tutela e protezione». Da decenni l'amministrazione comunale va chiedendo al Ministero l'assegnazione del faro di Capo Mannu. Richiesta rinnovata qualche anno fa anche alla Regione, ma dopo i primi segnali positivi (si era parlato di una dismissione a favore del Comune), la pratica si è smarrita in qualche cassetto e tutto si è fermato.
IL COMUNE C'è un progetto per la valorizzazione del faro. «L'idea è quella di allestire la sezione naturalistica del museo del Sinis settentrionale - ha aggiunto Stiglitz - ma abbiamo anche un progetto più ampio di valorizzazione delle torri costiere». Programmi che contrastano con la proposta pensata dal Ministero. E l'amministrazione non è certo disposta a stare a guardare. Risponde al Ministero puntando essenzialmente su un dato di fatto: il faro è in un'area tutelata. «Noi non rinunceremo mai ai nostri progetti e non accetteremo questa proposta - ha ribadito Chessa- Non ci sarà mai la nostra disponibilità, ci opporremo in tutti i modi a questa idea assurda».
LE REAZIONI Nei giorni scorsi si sono registrate numerose prese di posizione. Il deputato Mauro Pili, con una interrogazione, si era subito opposto all'operazione. «La Regione rischia di perdere un patrimonio immenso» dice Pili. Il sottosegretario Giuseppe Cossiga aveva tranquillizzato il deputato: «La Regione e il Governo hanno a cuore gli interessi della Sardegna». L'assessore Gabriele Asunis: «Si è aperta una trattativa con il ministero della Difesa. La regione rivendicherà ogni area e saprà tutelare i suoi diritti a favore dello sviluppo dei sardi».

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