Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Il sospetto: rifiuti tossici nelle cave
24/04/2010
autore: IGNAZIO PILLOSU
Serramanna. La magistratura indaga sui residui della Portovesme spariti nel nulla
Il sindaco Marongiu: «Controlli nella zona di Su Trunconi»
Vigilanza stretta su zone oggetto di indagine per un sospetto traffico di rifiuti tossici. A Serramanna il sindaco Marongiu ha dato mandato agli agenti di Polizia locale di vigilare sui movimenti attorno alla zona di Su Trunconi, sito ad ovest della campagna serramannese finito sotto la lente della procura che indaga sulla presunta attività di smaltimento di rifiuti tossici provenienti da Portovesme.
IL CONTROLLO «Le attività di controllo dell'ambiente sono al primo posto nell'azione dei vigili urbani», ha esordito il primo cittadino nel corso del consiglio comunale dove la vicenda dei rifiuti tossici è approdata per iniziativa della minoranza. Il gruppo d'opposizione aveva presentato un'interrogazione per fare luce sulle notizie che hanno riguardato il territorio di Su Trunconi. Una zona di miglioramento fondiario nell'occhio della magistratura che starebbe concentrando l'attenzione su un sito dove sono stati operati sbancamenti di molti metri di profondità. Il sospetto è che i rifiuti prodotti dall'impianto industriale della Portovesme srl (materiali contenenti arsenico, piombo, zinco, cadmio, rame, nichel, solfati, fluoruri) siano stati miscelati con terra di cava e inerti da demolizione frantumati per poi essere riutilizzati per la costruzione di sottofondi stradali nei cantieri della Asl 8 di Cagliari.
L'INCHIESTA «L'area interessata dalle indagini sembrerebbe corrispondere con la zona di valore naturalistico e ambientale attorno al Leni che, indipendentemente dall'esito delle indagini della procura, appare notevolmente compromessa», sostiene la minoranza nell'interrogazione in cui si chiedeva anche «di conoscere quali attività di natura economico-imprenditoriale, o di altro tipo, siano state richieste ed eventualmente concesse dall'amministrazione comunale».
IL DANNO Cave, insomma, che dietro l'attività di produzione di sabbia nasconderebbero altre meno lecite, mettendo a serio «pericolo di inquinamento le falde acquifere comunali, in prossimità di quella zona».
«Dalle analisi in possesso non risultano anomalie nell'acqua dei pozzi, evitiamo perciò di fare inutile allarmismo», è stata la risposta rassicurante del primo cittadino serramannese. Secca la controreplica della minoranza, affidata al consigliere-medico Barbara Steri: «Attenzione, a Serramanna c'è un'alta incidenza di casi di sclerosi multipla e qualche rischio potrebbe anche esserci. La Giunta si faccia carico di questi problemi per tutelare i cittadini, altro che allarmismo».
LA SMENTITA «Allo stato attuale tutto lascia supporre che il nostro territorio sia del tutto estraneo ai traffici oggetto delle indagini della procura», Alessandro Marongiu ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche, poi ha sfidato la minoranza. «Se avete elementi diversi metteteli a disposizione dell'autorità giudiziaria: mancano rifiuti a Portovesme ed esiste una possibilità che siano transitati a Serramanna ma questo non vuol dire che sia davvero così».Chiavi di questa notizia: Inquinamento