Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Lo Stato mette in vendita quattro fari sardi
20/04/2010
autore: E. P.
La denuncia di Pili
V endesi fari, praticamente sul mare. Disponibilità immediata, scopo turismo. A Venezia, il ministero della Difesa ha messo in vendita quattro beni immobili collocati sulla costa sarda: i fari di Punta Scorno (Isola dell'Asinara), Capo Mannu (San Vero Milis), Capo Sandalo (Carloforte) e Isola Bocca (Olbia). Secondo il deputato Mauro Pili (Pdl), l'operazione non può avvenire perché contro la Costituzione. L'articolo 14 dello Statuto sardo recita: “La Regione, nel suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare, escluso il demanio marittimo”. Una «vendita illegittima», sottolinea Pili, con un «silenzio complice» della Regione. La replica del sottosegretario alla Difesa, il sardo Giuseppe Cossiga, e della Regione arriva subito: l'onorevole Pili non si preoccupi, la trattativa fra Stato e Regione è ben avviata».
LA DENUNCIA Il deputato, nel corso del Tourism Real Estate Expo di Venezia, scopre che nello stand del ministero della Difesa si offrono (in concessione pluriennale) quattro gioielli immobiliari sardi, fra i 71 beni di pregio che lo Stato vuole cedere. Per ognuno dei quattro fari si può presentare una manifestazione di interesse, anche sul sito web della Difesa, poi sarà il ministero a scegliere il suo eventuale partner. Pili ha presentato un'interrogazione ai ministri della Difesa e dell'Economia sulla violazione dell'articolo 14 dello Statuto: «La Regione rischia di perdere un patrimonio immenso se non verrà bloccato il gravissimo precedente che la Difesa sta portando avanti», dice, «non si è mai visto prima che un organo dello Stato proponga al mercato immobiliare un bene che ricade nel territorio regionale della Sardegna». Pronto anche a un'azione giudiziaria «con la collaborazione dei sardi».
IL GOVERNO «Stia tranquillo Pili: sia in Regione sia al governo c'è chi ha a cuore gli interessi della Sardegna almeno quanto lui», questa la replica del sottosegretario Cossiga. Sull'interrogazione di Pili sottolinea: «Sarà un'occasione anche per lui di comprendere meglio un'iniziativa innovativa sulla quale la Regione e il ministero della Difesa stanno lavorando con impegno ed attenzione».
LA REGIONE Sono stati da tempo riattivati «con la collaborazione del sottosegretario Cossiga» i tavoli tecnici col ministero della Difesa per il trasferimento «alla Regione dei beni statali per i quali è venuto meno l'utilizzo da parte del Governo», sottolinea l'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis, «il ministero dovrà valutare se mantenere l'uso militare dei beni di cui ha ancora la disponibilità», dice Asunis, «per quei beni che non sono più utili alla difesa del territorio nazionale, saranno applicate le norme previste dallo Statuto mediante le opportune intese tra Stato e Regione». L'esponente della giunta Cappellacci conferma che «si è aperta una trattativa con il ministero della Difesa ma è prematuro prefigurarne gli sviluppi. Quello che è certo è che il ministero non può e non vuole - per le assicurazioni fornite dal sottosegretario Cossiga - avviare iniziative di valorizzazione per beni militari dismessi o per i quali sia prevista la cessazione dall'uso militare». Conclusione politica: «La Regione rivendicherà ogni area o manufatto che non sia specificatamente destinato alla difesa. Pili può stare sicuro che la Regione saprà sempre tutelare i suoi diritti a favore dello sviluppo dei sardi».Chiavi di questa notizia: Aree protette