La battaglia non si ferma - Un nuovo esposto con migliaia di firme
CAGLIARI. «Sarà una denuncia collettiva», questo l'obiettivo del Wwf con l'esposto alla Procura della Repubblica che, da ieri, stanno firmando i bagnanti del Poetto. «Il presidente della Provincia, Sandro Balletto - spiega Luca Pinna, responsabile regionale del Wwf - afferma che l'affollamento del Poetto da parte dei cagliaritani significa che questa nuova sabbia piace». «Ma la spiaggia non piace - precisa Pinna - oggi ('ieri' per chi legge - ndr) in poco più di un'ora abbiamo raccolto circa duentocinquanta firme che sottoscrivono la denuncia per aver compromesso la spiaggia del lungomare del Poetto con interventi 'discutibili'». In particolare la Provincia viene accusata di aver fatto interventi non regolari «sul piano delle modalità di gestione e controproducenti per la collettività». «A destare forti perplessità - ha spiegato Luca Pinna nella conferenza stampa tenuta sulla battigia del Poetto - è sia l'abbondanza di pietre, anche superiori ai 30 centimentri, adagiate sull'arenile, nel mare e in prossimità del bagnasciuga, sia la torbidità dell'acqua nelle aree antistanti il ripascimento. Anche dove il mare non supera i 40 centimetri di profondità risulta difficile vedere il fondo. A tutto ciò si deve aggiungere il fatto che la granulometria è grossolana e che la nuova sabbia non si è schiarita come invece avevano assicurato gli amministratori della Provincia. Prima dovevano passare tre mesi, ora due o più anni. Ma in realtà la sabbia non diventerà mai bianca come la precedente: a confermarlo sono le analisi mineralogiche e granulometriche». Dopo l'esposto presentato dal Wwf alla Procura una settimana fa per «disastro ambientale» ora la nuova denuncia (che sarà pronta con le firme fra una settimana) invita la Procura della Repubblica ad avviare indagini su quello che viene definito «danneggiamento di un bene tutelato per legge» e per «il deturpamento di bellezza naturale sanzionato dall'articolo 734 del codice penale». Sinora, secondo il Wwf, la Provincia non ha dato valutazioni qualitative ma solo quantitative, e non si comprende quale sarà il futuro del progetto. «Ecco noi vorremmo anche sapere dalle autorità competenti - ha aggiunto Pinna - come proseguirà l'intervento. Perchè secondo l'originario capitolato era previsto il ripascimento di 185 mila metri cubi di sabbia il primo anno e altrettanti il secondo, mentre in 15 giorni se ne sono scaricati sul Poetto 375 mila. Ora noi ci domandiamo come si intende procedere per gli altri un milione e 600 mila metri cubi di sabbia che il progetto complessivo di intervento sul Poetto prevede di ripascere? Per questo invitiamo la Provincia a costituire una Commissione tecnico-scientifica che controlli e accerti (anche per il futuro) la validità delle opere di ripascimento». Gli ambientalisti hanno anche ricordato che sarebbe stato «opportuno sperimentare con gradualità l'intervento, eventualmente con un confronto anche con la sabbia di cava più consona all'intervento». L'intorbidimento dell'acqua, è stato fatto notare, danneggerà le praterie di posidonia perchè impedisce alla luce di arrivare al fondo del mare.