Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Il faro conteso: Punta Scorno è del Ministero

09/04/2010

autore: SAMUELE SCHIRRA

Porto Torres Cartografia aggiornata

 A mettere nero su bianco il nome dell'ente padrone del faro di Punta Scorno sono stati cinque anni fa i professionisti che hanno redatto il Piano del Parco dell'Asinara.
L'assessore regionale all'Urbanistica, Giorgio Asunis, ha dichiarato che l'edificio appartiene dal 2004 all'ente locale, ma la cartografia aggiornata al mese di settembre del 2005 attribuisce al ministero della Difesa la proprietà della vedetta che da tre giorni viene rivendicata sia dallo Stato sia dalla Regione. Dagli incartamenti emerge che la struttura è del governo, che però non può venderla, per non incappare in pericolosi conflitti costituzionali, ma potrebbe aggirare l'ostacolo affidandola in gestione per scopi turistici e fare cassa. Cioè quello che ha proposto il sottosegretario Guido Crosetto al Comune di Porto Torres.
Ma c'è anche un altro indizio che rafforza quanto scritto sui documenti ufficiali del piano del Parco. Il faro è in fase di restyling e al restauro ci sta pensando un altro ministero, quello delle Infrastrutture, che a febbraio ha assegnato l'appalto per il maquillage alla ditta AT&T di Sassari, per un importo di 260mila euro. Lo Stato, perciò, ha ancora piene mani sul faro a picco sul mare. Misteri dell'Asinara, un'isola dove risulta persino complicato capire a chi sia in capo un singolo edificio e dove tanti progetti di rilancio turistico muoiono sul nascere.
Il Piano del Parco, nella "tavola 2.e", definisce le proprietà degli immobili esterni ai cosiddetti "Nuclei Urbani" di Cala Reale e Cala d'Oliva. Nell'elenco appaiono il faro e le sue pertinenze: la casa del fanalista, ampia 200 metri quadri, il deposito, ampio 31 metri quadri, e l'edificio centrale che si estende per 500 metri quadri. Tutti e tre appartengono alla Difesa e nessun'altro ente, nemmeno il Parco, ne risulta assegnatario.
Il ministero, dopo le rivolte bipartisan in Consiglio regionale, potrebbe fare marcia indietro. Il faro-hotel rischia di restare un sogno del dicastero e forse una piccola opportunità di lavoro persa da un territorio che ha bisogno di tutto, ma non di polemiche politiche che creano solo immobilismo. Per Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, «in questo dibattito si è notata l'assenza della principale parte in causa, l'ente parco, che passa da un commissario all'altro senza trovare pace». Altro mistero dell'Asinara, senza una guida da ben 15 mesi.

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