Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Lo Stato non c'entra Punta Scorno non è in vendita

08/04/2010

autore: SAMUELE SCHIRRA

Asinara L'edificio è della Regione 

La Regione stronca la compravendita del faro di Punta Scorno. «Il faro dell'Asinara è della Regione Sardegna fin dal 2004 e dal 2008 è nella disponibilità della Conservatoria delle coste, che intende impiegarlo come punto visita o museo del mare». Lo precisa l'assessore regionale all'Urbanistica ed Enti locali, Gabriele Asunis, in riferimento all'ipotesi di gestione dell'immobile avanzata dal ministero della Difesa.
INTENZIONI «L'intendimento su cui si sta muovendo la Conservatoria è quello di destinare il faro a uso di punto visita. Quello che è certo - aggiunge Asunis - è che il faro sarà aperto al pubblico, in modo da favorire al massimo l'accesso dei visitatori». L'annuncio della vendita della struttura era stato dato dal ministero della Difesa al Comune di Porto Torres due giorni fa. Ieri mattina è arrivato il no bipartisan dell'intera classe politica sarda che ha rivendicato il trasferimento dell'edificio al demanio regionale.
CRITICHE BIPARTISAN Dopo il veto del deputato azzurro Mauro Pili, ci hanno pensato Sinistra Ecologia e Libertà e Psd'Az a presentare due interpellanze per chiedere spiegazioni al presidente della Regione. Sulla stessa linea il documento presentato dal consigliere regionale sardista, Efisio Planetta. Intanto l'assessore regionale Asunis respinge i rilievi di Pili, prendendo «volentieri atto che il deputato non passa il suo tempo a memorizzare la proprietà dei fari sulle coste della Sardegna».
IL SOTTOSEGRETARIO Questo mentre il sottosegretario alla Difesa Crosetto difende la scelta del ministero. «Come già avvenuto in Sardegna per un altro faro, con una gara dell'Agenzia del demanio, è intenzione della Difesa esplorare, in accordo con Comune ed Enti locali e territoriali, la valorizzazione delle strutture di servizio pertinenti i fari. Stia tranquillo l'amico Pili conosciamo bene la legge». E in serata rincara la dose: «Se la cosa provoca problemi e polemiche così ampie, vorrà dire che la Difesa continuerà, attraversa la Marina, a gestire il servizio di segnalamento del faro». Nuova replica di Pili: «L'iniziativa del ministero si è rivelata priva di qualsiasi fondamento giuridico per mancanza di podestà e proprietà».

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