autore: M.L.
Nuovo dossier ambientalista alla magistratura penale e contabile
CAGLIARI. La spiaggia è stata stravolta senza uno straccio di valutazione d'impatto ambientale, la vecchia litoranea è in buona parte ancora là, il ripristino del sistema dunale non è neppure cominciato e i parcheggi dell'area di Quartu Sant'Elena sono abusivi: parte l'ennesima denuncia indirizzata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. A firmarla è il responsabile del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi, che in due cartelle e mezzo fitte di riferimenti alle norme rilancia il sospetto che l'operazione di ripascimento sia stata condotta con troppa leggerezza dall'amministrazione provinciale. Richiamata la sequenza di vincoli che dovrebbero proteggere il Poetto da interventi disinvolti, Deliperi ripercorre nell'esposto il cammino del progetto di risanamento, finanziato con trenta miliardi di lire e rivolto a restituire alla spiaggia dei cagliaritani l'aspetto originario. Obbiettivo mancato - sostiene in altre parole Deliperi - perchè l'arenile che generazioni di sardi hanno conosciuto è oggi una cosa diversa: scuro quando la sabbia è asciutta, nero quando è umida, sempre ghiaioso e a tratti persino pericoloso per chi cammina a piedi scalzi. Eppure - ricorda il responsabile dell'associazione ecologista nell'esposto - il capitolato d'appalto seguito all'elaborazione del progetto prevedeva il ripascimento graduale della spiaggia emersa, con la sistemazione di 185 mila metri cubi di sabbia nel primo anno e altrettanta nell'anno successivo. Al contrario, la draga Antigoon dell'Ati Mantovani - con l'assenso dell'assessorato provinciale ai lavori pubblici - ha riversato sul litorale l'intero quantitativo di sabbia, prelevata dal fondale marino, nell'arco di soli venti giorni. Come se quanto stabilito nell'appalto non contasse nulla. Fra l'altro - ricorda Deliperi - le sabbie dovevano essere lavate e vagliate sul posto, di natua quarzoso-feldspatica in proporzione dell'85 per cento e 15 per cento, di colore grigio-chiaro e «passanti al setaccio di un millimetro». Che cosa è stato riversato sull'arenile del Poetto è sotto gli occhi di tutti e le garanzie fornite dagli esperti («la sabbia diventerà bianca in qualche mese») sono state già contraddette dal tempo.
Deliperi passa quindi in rassegna gli altri punti deboli del piano-Poetto e punta il dito sulla pineta del lungomare, quella che ricade nel territorio di Quartu. L'amministrazione guidata da Davide Galantuomo ha bandito la gara per la concessione delle aree, con oltre 40 mila metri quadrati destinati a parcheggi. Ma Deliperi sottolinea come il progetto originario anche in questo caso sia stato disatteso e come i lavori per la realizzazione dei parcheggi siano partiti senza alcuna autorizzazione pubblica: abusivi e già nel mirino della magistratura. Insomma: dall'esposto firmato da Deliperi emerge un quadro imbarazzante della situazione, sulla quale il responsabile dell'associazione ecologista chiede che la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti chiede che vengano disposti accertamenti. Peraltro già in corso, sulla base della sequenza ininterrotta di denunce finite ai piani alti del palazzo di giustizia nei girni e nelle settimane successive all'intervento dell'Antigoon, contestato fin dai primi giorni da ambientalisti e semplici cittadini. Una copia dell'esposto di Stefano Deliperi andrà alla commissione europea, che ha già all'esame un ricorso sul problema del Poetto datato 1999.