Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Poggio dei Pini, salvi il lago e la diga

12/03/2010

autore: ANDREA PIRAS

Capoterra. Presentato dall'assessore Angelo Carta il piano Hidrodata rivisto e corretto
Progetto anti-alluvioni: accolte molte richieste dei residenti

 Il nuovo Piano Hidrodata per la messa in sicurezza dell'intero bacino idrogeologico del rio San Girolamo-Masoni Ollastu ha praticamente accolto la maggior parte delle indicazioni avanzate, nelle scorse settimane, da Poggio dei Pini, San Girolamo e Frutti d'Oro (e fatte proprie anche dal Consiglio comunale di Capoterra), le lottizzazioni rimaste coinvolte il 22 ottobre del 2008 dall'alluvione. A presentare il progetto rivisto e corretto rispetto alla prima stesura, mercoledì pomeriggio nella sede della coop di Poggio, è stato l'assessore regionale ai Lavori pubblici Angelo Carta. Una versione che ingloba il 90 per cento delle proposte di chi - in testa il comitato alluvionati - non si era detto per nulla soddisfatto della prima stesura proposta dalla società Hidrodata di Torino.
Intanto la prima novità. Non sarà cancellato il lago di Poggio dei Pini e non sarà spazzata via la diga. Quest'ultima sarà anzi rinforzata anche se, probabilmente, ridotta in larghezza. I tecnici dovranno trovare il modo migliore per coniugare la sopravvivenza dello specchio acqueo che il centro residenziale ha difeso tenacemente di fronte all'ipotesi di una sua eliminazione con la sicurezza del territorio in caso di nuovi eventi calamitosi di grossa portata. Sarà invece soppresso (per ora è soltanto un'ipotesi) il laghetto piccolo.
A contenere una sempre possibile onda di piena in caso di precipitazioni anomale dovrà essere un canale di guardia che correrà lateralmente al lago. Un impianto che eviterà all'acqua del fiume di finire, in caso di alluvione, direttamente nel lago. Cosa che avverrà invece in caso di normali portate.
Ancora qualche incertezza sulla zona sportiva di Poggio dei Pini. Che potrebbe essere spostata soltanto se si dovessero recuperare i finanziamenti. E dubbi si hanno anche per il caseggiato di Hidrocontrol, il centro di ricerche sull'acqua di Poggio costruito a due passi dal letto del San Girolamo. Anzi, proprio sull'alveo del fiume. Tant'è vero che la mattina del 22 ottobre è stato sfiorato dall'onda di piena piombata dalle montagne. Sarà demolito? Anche su questo dovranno essere studiate le migliori soluzioni.
Diverse le alternative inserite nel piano di Hidrodata per le zone più a valle. Rigettata l'ipotesi di super argini che ingloberebbero le case di Rio San Girolamo, trasformando la lottizzazione in una sorta di fortino, si pensa invece di allargare fino a cinquanta metri, con argini bassi, il greto del rio. Così da evitare esondazioni. Oppure, ed è questa la seconda ipotesi, gli argini saranno alti un metro e mezzo e il letto del rio San Girolamo largo una trentina di metri.
Inevitabile dover predisporre un programma di delocalizzazione di abitazioni e qualche azienda agricola. «Per questo - confermato Angelo Carta - ci sono già disponibili quindici milioni». L'assessore ha anche assicurato la completa copertura finanziaria per il piano Hidrodata, anche se dei 65 milioni di euro necessari ce ne sono in cassa, per ora, appena 35. Carta ha anche promesso un'accelerata sull'inizio lavori. Il via quest'estate, anche se i dubbi, a Capoterra, restano. «Più precisamente - ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici - gli interventi saranno affidati alle imprese». Poi, subito dopo, l'accensione dei motori. Nove milioni, intanto, sono già spendibili per ruscelli, strade e ponti.
Oltre alla traversa sul rio San Girolamo all'altezza della rotatoria di Residenza del Poggio che dovrà sostituire il ponte di Pauliara abbattuto dalla piena d'ottobre, il cui progetto cammina con gambe proprie, il programma Hidrodata prevede la costruzione di un secondo ponte più a valle con tre travi e una luce di 40 metri. Infine la scuola materna di San Girolamo. Confermata l'eliminazione perché troppo vicina al fiume.

Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico