Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
L’intera isola di San Pietro sarà un’oasi ambientale
10/03/2010
autore: SIMONE REPETTO
Carloforte. Sull’istituzione il Comune ha già detto sì, ora si aspetta il via libera da Provincia e Regione
CARLOFORTE. Dopo il sì comunale, è atteso quello provinciale e regionale, per l’istituzione della nuova “Oasi di Carloforte”. Si tratta di un’area vasta, a ovest dell’isola di San Pietro e comprendente quelle che oggi ospitano la Zps e l’Oasi Lipu.
Il nulla osta, da parte dell’esecutivo comunale al progetto, concerne l’istituzione dell’oasi naturalistica isolana, formalizzando la richiesta all’assessorato regionale della Difesa ambiente, per il tramite della Provincia di Carbonia Iglesias.
Inoltre, l’amministrazione comunale di Carloforte ha specificato l’intenzione di curarne direttamente la gestione, attraverso un’apposita programmazione dedotta dall’analisi tecnica e cartografica dei luoghi individuati, che occupano una superficie complessiva di oltre 414 ettari, con massima altimetria di 50 metri.
Sostanzialmente, si punta a creare una nuova e più vasta area protetta a carattere regionale, individuata come “oasi permanente di protezione faunistica”, per la protezione degli habitat e della fauna selvatica, che trova “rifugio, riproduzione e sosta”, come nel caso del falco della Regina. Attraverso un’idonea programmazione e gestione, il Comune punta a preservare l’ambiente, le popolazioni esistenti del falco e di altre specie, sviluppando attività turistiche consistenti in percorsi guidati, per l’osservazione e lo studio delle specie animali e vegetali presenti. Al suo interno, l’istituenda Oasi comprende anche i canali di Cala Fico, Capo Rosso e Cala Vinagra, oltre allo stagno omonimo, dove esistono particolari condizioni ambientali che ne rendono unico il sito, quali la presenza di una sorgente sempre attiva.
Nel tratto costiero, l’Oasi si svilupperebbe da Punta Senoglio al Becco, mentre il perimetro interno passerebbe per le località Nasca, Genarbi e Capo Rosso, in suoli prevalentemente costituiti da roccia vulcanica, la cui formazione risale probabilmente al Miocene. Essendo preponderante la tutela dei volatili, appare indispensabile garantire la presenza della Lipu al suo interno, che ben ha operato, in tanti decenni, nel monitoraggio, ma anche nella protezione e nella divulgazione dell’attività svolta sulle tematiche ambientali e naturalistiche.
La nuova classificazione, potrebbe attirare importanti contributi per la gestione territoriale dell’Oasi.
Chiavi di questa notizia: Aree protette