Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Il primo no contro il nucleare ha le insegne indipendentiste
08/03/2010
L’ipotesi di una centrale nel Cirras: ieri manifestazione a Santa Giusta Nella borgata è stata installata la riproduzione di un bronzetto: il simbolo di un guerriero che avrà il compito di proteggere l’intera isola
SANTA GIUSTA. In Sardegna non dovrà nascere nessuna centrale nucleare: l’hanno ribadito ieri i dirigenti di Sardigna Natzione durante un sit-in di protesta organizzato a Cirras. Un “no” forte e deciso, confermato anche dagli esponenti del Partito sardo d’azione, della sinistra, di A manca pro s’indipendentia, dei social forum, di varie sigle ambientaliste. La manifestazione è iniziata con la deposizione di una riproduzione di un bronzetto di fronte alla chiesa della borgata, posto simbolicamente a difesa del territorio regionale.
Poi, a turno, hanno preso la parola i rappresentanti di associazioni e movimenti politici, oltre al sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus, e quello di????,???????????, tutti contrari all’ipotesi del nucleare in Sardegna. Gli interventi sono stati salutati da applausi e sventolio di bandiere da parte del pubblico presente, mentre alcuni indipendentisti hanno intonato canti di protesta.
La scelta di Cirras come sede della manifestazione non è stata casuale, infatti - da diversi mesi - si parla della borgata di Santa Giusta come uno dei siti nei quali potrebbe essere ospitata una centrale nucleare. Ipotesi che ha fatto sussultare gli esponenti di Sardigna Natzione (e non solo), i quali si sono dichiarati contrari non solo per ragioni ambientalistiche, ma anche per motivi prettamente politici, visto che una scelta del genere vorrebbe dire, secondo il segretario nazionale Bustianu Cumpostu, espropriare la sovranità del popolo sardo. Cumpostu ha sottolineato la necessità che i sardi facciano un fronte compatto contro una simile eventualità e si è detto ottimista riguardo la consapevolezza del rischio da parte degli isolani. Ma il segretario di Sardigna Natzione non ha nascosto anche qualche preoccupazione, soprattutto quando si è soffermato sulla possibilità di un incidente nucleare che, sebbene rappresenti una probabilità remota “potrebbe causare la scomparsa del popolo sardo, dando vita a una catastrofe inimmaginabile”. Cumpostu ha poi posto l’accento sul ruolo della politica regionale e sul compito degli amministratori sardi, i quali, secondo lui “nel proprio cuore sentono il problema, ma devono rispondere a logiche partitiche”.
Sardigna Natzione ha provveduto alla raccolta di più di quindicimila firme per la proposta di un referendum contro il nucleare, un’iniziativa che, assicurano, verrà portata avanti con convinzione.
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