Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Balai, necessari interventi dopo l’ennesima frana Un tratto di costa a rischio

07/03/2010

autore: PINUCCIO SABA

E il nuovo cedimento diventa una vera attrazione, ma affacciarsi al precipizio può essere pericoloso

PORTO TORRES. La scogliera franata di Balai è diventata un’attrazione per tanti portotorresi che vogliono osservare da vicino gli effetti del crollo di venerdì pomeriggio. Come al solito non mancano gli imbecilli che per mostrare la loro balentìa si affacciano sull’orlo del costone franato, in questo momento la parte più instabile.
 Il tratto della pista ciclabile interessato dal crollo è stato transennato dalla polizia municipale, divieto che viene generalmente rispettato. Anche perchè da oggi è in vigore una precisa ordinanza della capitaneria di porto ed è bene ricordare a tutti che in caso di inosservanza delle disposizioni dell’autorità marittima, le multe sono di quelle molto salate.
 Ora si attendono l’intervento e gli accertamenti della protezione civile ma anche quelli dell’amministrazione provinciale che già cinque anni fa, sempre su quel tratto di costa, dopo una frana aveva chiuso la litonarea al traffico veicolare in attesa delle indagini dei geologi.
 Un tratto di costa a rischio, esposto al fenomeno dell’erosione. Nella notte fra il 23 e il 24 aprile del 2005, fra la spiaggetta di Farrizza e la torretta di Abbacurrente erano franati duecento metri di costa. Un altro crollo si era verificato tre giorni dopo. Ma l’allarme su possibili cedimenti risale a diversi anni fa, al 1984, quando tutta la costa, da Castelsardo fino allo Scoglio Lungo, era stata dichiarata “a rischio”. Ma solo nel 1999 (sì, quindici anni dopo) l’amministrazione comunale di Porto Torres aveva chiesto un finanziamento di 20 miliardi di lire alla Regione per la messa in sicurezza della costa, risorse - decurtate di quattro miliardi - che erano state messe a disposizione dell’amministrazione comunale nel 2001. Finalmente, nel 2004, erano partiti i lavori per il consolidamento della costa, da Abbacurrente fino alle Acque Dolci.
 Ora il nuovo cedimento conferma la necessità di ulteriori interventi per la messa in sicurezza, in particolare di alcuni tratti di costa. Il lento lavorìo del mare ha indebolito diverse zone della scogliera che da Balai Lontano arriva fino alle Acque Dolci, soprattutto quelle insenature più esposte alle correnti marine spinte da venti di maestrale e grecale.
 Correnti che hanno ampliato alcune grotte semisommerse o ne hanno creato di nuove, meta di numerosi pescatori subacquei o di semplici appassionati di snorkeling. Ma che in tutti i casi hanno reso la scogliera più instabile.
 Non si tratta di una circostanza da sottolvalutare visto che le “rocce” di Balai in estate sono frequentatissime soprattutto dai più giovani o da quelli che non sopportano la sabbia. E finora solo il caso e la stagione “sbagliata” hanno fatto sì che i crolli, sia quello di Balai sia quello di Abbacurrente, non abbiano coinvolto bagnanti o pescatori sportivi.

Chiavi di questa notizia: Dissesto idrogeologico