Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Acqua di fogna dentro le case
07/03/2010
autore: GIOVANNI MANCA DI NISSA
Flumini. Emergenza ambientale a Su Stangioni: costruite barriere improvvisate contro gli allagamenti
Depuratore in tilt e pioggia, liquami fino al mare Su Stangioni di nome, palude di fatto. Le piogge dei giorni scorsi e gli scarichi del depuratore hanno creato una situazione disastrosa nella località di Sant'Andrea tra via Mar Rosso e via Sorrento. I reflui fognari, riversati in un terreno dove si è creato un immenso canneto, hanno invaso strade e persino i giardini delle abitazioni circostanti. Un fiotto d'acqua è spuntato anche in mezzo alla spiaggia riversandosi in mare.
L'ALLARME Un'emergenza ambientale che si era presentata anche negli anni passati e perfino d'estate quando non piove, ma aumentano notevolmente i reflui del depuratore che deve far fronte all'aumento stagionale della popolazione. Col passare del tempo, però, il terreno si è saturato d'acqua e non riesce più ad assorbirla. «Abbiamo allertato Comune, Asl e Agenzia regionale per l'Ambiente», spiegano allarmati i residenti, «ma nessuno sta affrontando questo problema che ormai sta avendo conseguenze disastrose. Sono tre anni che l'acqua maleodorante si riversa nei nostri giardini in cerca di uno sbocco a mare».
LA SPIAGGIA Sbocco che è stato trovato proprio all'altezza del depuratore. Come già avvenuto in passato, l'acqua è spuntata all'improvviso in mezzo alla sabbia creando una sorta di torrente che si riversa in mare. Gli abitanti di Su Stangioni temono che l'arenile sia a rischio inquinamento. La spiaggia è tra le più frequentate del litorale: la prossima estate ombrelloni e asciugamani finiranno dove ora scorre l'acqua proveniente dal depuratore.
LE STRADE I danni creati dall'acqua sono già evidenti in via Sorrento. Enormi pozzanghere maleodoranti e fanghiglia insidiosa bloccano il passaggio non sono alle auto, ma anche ai pedoni. L'anno scorso, per rendere nuovamente agibile la circolazione, erano dovuti intervenire i Vigili del Fuoco. Ora i residenti tentano di arginare i reflui in tutti i modi. C'è chi ha creato barriere di terra e chi ha scaricato detriti almeno nei camminamenti dei cortili. «Quando ancora esistevano i vigneti c'erano due canali per il deflusso delle acque piovane», spiegano, «sia lungo via Sorrento sia a ridosso dell'area di via Mar Rosso che il Comune utilizza per scaricare i reflui del depuratore. Se ne sono perse completamente le tracce e la zona è i danni sono evidenti».
IL TERRENO L'area comunale che dovrebbe servire ad assorbire i reflui trattati è ormai satura. Il rischio è che gli allagamenti continuino anche durante i mesi estivi. A quel punto i residenti dovrebbero far fronte anche all'invasione di zanzare e al rischio incendi. Le fiamme avrebbero gioco facile in mezzo al canneto cresciuto a dismisura proprio a ridosso di diverse abitazioni. Non è nemmeno ipotizzabile sacrificare altre aree per il drenaggio dei reflui.
IL COLLEGAMENTO L'unica soluzione sarebbe il collegamento del depuratore di Su Stangioni alla nuova rete fognaria che da Margine Rosso si ferma all'altezza di Su Meriagu: a meno di un chilometro dall'impianto di via Sorrento. Il progetto, denominato non a caso «Risanamento ambientale della fascia costiera», era stato ideato proprio per collegare tutti i depuratori del litorale che, in diversi carsi, si trovano a pochi passi dalle spiagge. Nonostante siano passati più di vent'anni e siano state stanziate ingenti risorse, la rete è ancora incompleta. «Basterebbero poche centinaia di metri di tubatura», sostengono i residenti, «e di colpo si risolverebbero tutti i problemi». Chiavi di questa notizia: Inquinamento