Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Tuvixeddu, così Cualbu cercava aiuto
27/02/2010
autore: MAURO LISSIA
Le telefonate dell’imprenditore ai politici per sostenere il suo progettoCAGLIARI. Era stato Gualtiero Cualbu, costruttore d’alto bordo con interessi in tutta Italia, a denunciare il governatore Renato Soru e l’assessore regionale Carlo Mannoni: due esposti perchè venisse accertato se le iniziative della Regione per fermare il progetto di edificazione a ridosso dell’area archeologica di Tuvixeddu integrassero reati. Da denunciante Cualbu ha poi assunto anche lui inaspettatamente lo stato di indagato con l’accusa di corruzione. La Procura ha infine chiesto l’archiviazione per tutti, tranne che per l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni. Il gip Roberto Cau non si è ancora pronunciato sull’istanza del pm Daniele Caria, ma le conversazioni intercettate dal Corpo Forestale sono diventate atti di un procedimento penale concluso, depositate in cancelleria e quindi conoscibili. Se fra le centinaia di dialoghi registrati non è emerso alcunchè di rilevante sul piano penale, è di interesse pubblico il quadro di rapporti che viene fuori dalle conversazioni tra Cualbu e i politici: lo informano, lo chiamano, accettano da lui indicazioni su nomine e scelte, gli consigliano soluzioni per il suo problema: Tuvixeddu. Nessuno sembra avere a cuore la sorte dell’imponente necropoli punico-romana che da quindici anni intellettuali, storici ed ecologisti cercano di difendere dal cemento. Anzi: l’impegno generale sembra essere quelli di aiutare il costruttore a chiudere il suo affare.
Politici, dirigenti pubblici, collaboratori di politici: pur di abbattere gli ostacoli alla realizzazione del piano Tuvixeddu il costruttore Gualtiero Cualbu non esita a sollecitare decisioni, a chiedere la testa dei ‘nemici’ e ad attaccare chi indaga, malgrado sia stato lui stesso a chiedere con due esposti l’intervento della Procura. Quando il vicepresidente della commissione cultura Fabio Granata, finiano del Pdl, deposita un’interpellanza in difesa del colle punico Cualbu chiama Ugo Cappellacci e il senatore Mariano Delogu per sapere come fermarlo. L’8 aprile 2009 parla con un certo Tonino dello staff di Cappellacci.
Cualbu (C). «Senti, l’inafferrabile Ugo... io ormai non lo cercherò più perchè ho visto che non è possibile, perchè io gli volevo salvare un colpo che gli hanno lanciato oggi sulla Nuova Sardegna, di una pagina intera dove il deputato del Pdl di Roma si scaglia contro di lui, su Tuvixeddu e un sacco di storie, no?»
Tonino. «mmm...».
C. «È una cosa che si poteva bloccare io ho cercato di raggiungerlo quattro giorni fa con dei messaggi, non ci sono riuscito... boh... si arrangi».
In seguito telefona al consigliere regionale sardista Paolo Maninchedda. Gli ripete quanto detto da Granata e aggiunge:
Cualbu (C). «Bisogna bloccare, non c’è niente... io conosco il parlamentare Fabio Granata, che è l’ex assessore alla cultura della Sicilia, no?»
Maninchedda (M). «Sì»
C. «Mezzo pazzo...eee... tra l’altro non conosce la Sardegna e non mai stato in Sardegna».
M. «Sì, sì, cosa possiamo fare?».
C. «No, niente, solo per dire che cosa sta succedendo... la cosa che deve fare la Regione... deve affrontare e chiudere rapidamente questa... se no gliela portano avanti finchè è possibile».
M. «E come fa... l’unico modo è che la Regione si sieda con voi a negoziare, che cosa deve fare?».
A marzo del 2009 i giudici amministrativi danno ragione alla sua ‘Nuova iniziative Coimpresa’ ma questo non basta a tranquillizzare Cualbu. Vuole uomini sicuri nelle posizioni che gli interessano e se qualcuno gli sbarra la strada non esita a chiederne la rimozione. Con Maninchedda si lamenta per la presenza nell’ufficio legale della Regione dell’avvocato Giampiero Contu, che dispone la costituzione della Regione nei giudizi amministrativi per Tuvixeddu.
C. «Sono ingessati, lo sai... anche l’ ufficio legale della Regione, possibile che tengano Giampiero Contu?»
Giorni dopo il costruttore si rivolge al consigliere del Pdl, Ignazio Artizzu (A):
C. «Io lì costruisco, se mettiamo a posto le carte se non metti a posto le carte cosa costruisci? Quindi ci vuole... solo persone esperte che sappiano di queste cose legali, giusti. E per l’ufficio legale della Regione rimane quello che stato l’anima nera di tutta questa vicenda “aiuto” a capo dell’ufficio legale, nessuno lo tocca ho visto, boh?».
A. «Certo certo» (risata)
C. «Quello protetto da... in questo momento protetto da... da Fantola mi segui? Capito?»
A. «Uhm»
C. «Parliamo dell’avvocato Contu, così diciamo tutto eh? Non si puo ragazzi... ma dai, è anche amico mio ma a me non mi frega niente, gli ho detto che ha combinato solo danni, mi segui?»
A. «Certo»
Chiusa la legislatura Soru, la Regione non si è più costituita in giudizio contro Cualbu. Contu andrà in pensione tra due mesi. Ma a Cualbu (C) non piace neppure il capo del Corpo Forestale Giuseppe Delogu e ne parla con il collega Pierluigi Monni (M).
C. «Come va?»
M. «Boh? Come va... siamo disperati o quasi... dappertutto».
C. «A chi lo dici...».
M. «Coi forestali che stanno accorrendo per ogni cosa, cazzo».
C. «Ah?».
M. «I forestali, sequestrando ogni cosa che trovano...».
C. «Sì perchè la polizia privata quella...».
M. «Sì sì, la polizia... la guardia armata».
C. «Eh... finir presto per eh! Bisognerà mettere nel mirino anche quelli che c’ha lui, perchè sono personaggi stranii... mi segui?».
M. «Sì... ce n’è cinque o sei che sono...».
C. «Eh...eh...».
M. «Questo Delogu, che era...».
C. «Eh sì, che un altro...».
M. «Legambiente, ex Legambiente...».
C. «Sì, venduto alla... ma poi per per stupidaggini, veramente fanno più danno che altro questi... anzichè fare sorveglianza ambientale questi, e preoccuparsi seriamente, fannoo...».
M. «Polizia...».
C. «Polizia giudiziaria per le...per...».
M. «Spicciola...».
C. «Eh... edilizia... sorveglianza urbanistica».
M. «Poi cattivi, eh!».
C. «A comando eh, poi! A comando...non altro... stupidaggini...».
La rimozione di Delogu dal comando del Corpo Forestale è stato uno dei primi atti della giunta Cappellacci. Ma il nemico numero uno di Cualbu è Fabrizio Madeddu, ufficiale del Nucleo investigativo del Corpo Forestale che indaga su Tuvixeddu per incarico della Procura. Il costruttore ne parla più volte, tra cui una col fratello Giuseppe al quale annuncia che vorrebbe denunciare Madeddu pur sapendo di essere intercettato proprio da lui. All’attuale assessore al bilancio Giorgio La Spisa (L) il costruttore (C) chiede come la Regione intenda risarcirgli i danni per i ritardi imposti dall’amministrazione Soru al progetto. Non c’è una sentenza del tribunale civile, ma il risarcimento viene dato per scontato.
C. «... I danni sono talmente, guarda non sto neanche a raccontarlo quali sono e quanti sono (omissis) le risorse per finire le opere pubbliche, per finire il parco servono per pagare i danni mi segui?» (omissis)
L. «Sì, io ovviamente devo avere dalla presidenza delle indicazioni chiare anche sul piano programmatico... Io sono d’accordo sul fatto che certamente su questa cosa non si deve perdere tempo».
C. «Nooo... ma non perdere tempo, ogni giorno il tassametro corre».
In un’altra conversazione il consigliere Ignazio Artizzu (Pdl) suggerisce a Cualbu di incontrare Berlusconi.
Artizzu (A). «Ma mi senti tu, Gualtiero, tu Berlusconi lo conosci?».
Cualbu (C). «L’ho conosciuto un paio di volte cosi niente di più».
A. «Perchè non vai a farci una chiacchierata?».
C. «E cosa c’entra con questa storia?».
A. «C’entra molto».
C. «Perchè?».
A. «Perchè tu sei... mmm.. non sarebbe male che tu avessi comunque un un dialogo con lui. (omissis) Chiami la segreteria, gli spieghi chi... o lo diciamo a Mauro».
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