Italia, pericolo di frana per il 70% Sardegna, comuni in zone a rischio
23/02/2010
Rapporto di legambiente
ROMA Stop alle «sabbie mobili»: stop a terreni che galleggiano come a Maierato e a interi paesi che sprofondano come San Fratello. Ma il 70% del territorio italiano potrebbe franare all'improvviso mentre questa preoccupazione riguarda il 100% del suolo della Calabria. Sono 5.581 i comuni italiani in cui il rischio idrogeologico alto - di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana sia di alluvione - e, in questo contesto, anche Umbria e Valle d'Aosta sono zone rosse al 100%. Mentre nelle Marche il rischio riguarda il 99% del territorio e nella Toscana il 98%. A fare la conta del suolo che sbriciola la Penisola, investendo di responsabilità le regioni, è il rapporto «Ambiente Italia 2010» di Legambiente, presentato ieri a Roma. Un rapporto che chiede alle regioni di «adeguare le politiche per la tutela e la prevenzione del rischio idrogeologico esposto al pericolo di frane e alluvioni tramite il Piano territoriale regionale, strumento per la strategia di sviluppo del territorio». Le regioni con le più alte percentuali di comuni con abitazioni in zone a rischio sono la Sicilia con il 93% e la Toscana con il 91%. In Sardegna c'è «la maggior percentuale di comuni con interi quartieri costruiti in zone a rischio», mentre in Sicilia e Toscana si segnala anche «il più elevato numero di comuni con insediamenti industriali e produttivi in aree esposte a rischio idrogeologico».